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Debito pubblico di Catania, lanciata la proposta di una commissione partecipata

L'Assemblea ha analizzato le condizioni disperate delle casse comunali e valutato come siano insostenibili la situazione debitoria, gli interessi speculativi delle banche, le norme del piano di riequilibrio e del patto di stabilità

Si è tenuta, presso la Palestra LUPo, un'assemblea sulla situazione del debito e del bilancio del Comune di Catania, contro l'austerità, per i diritti e per la difesa degli spazi sociali. La relazione introduttiva è stata curata da Marco Bersani. Hanno poi partecipato collettivi, associazioni, spazi sociali, sindacati, il comitato in difesa della casa, partiti politici, che hanno arricchito il dibattito e fornito proposte.

L'Assemblea ha analizzato le condizioni disperate delle casse comunali e valutato come siano insostenibili la situazione debitoria, gli interessi speculativi delle banche, le norme del piano di riequilibrio e del patto di stabilità. Diritti, servizi, beni comuni, spazi, costituiscono gli elementi costituenti della comunità locale e sono alla base del patto sociale che danno senso alla tassazione e al contributo del singolo abitante alla propria comunità.

"Diritti e servizi non possono essere ridotti, né cancellati, né privatizzati, né resi inaccessibili al fine di pagare interessi bancari o ricchissimi creditori. Men che meno possono essere compromessi per finanziare speculatori edilizi o risarcire debiti frutto di corruzione e amministrazione clientelare che nessun beneficio ha portato alla comunità. L'Assemblea ha discusso del futuro finanziario del Comune di Catania, della possibilità del dissesto e del nuovo piano di riequilibrio trentennale che, insieme agli altri vincoli finanziari imposti, costringerebbe a tagli per almeno un miliardo di euro di spesa pubblica. A tal fine è stata lanciata la proposta di creazione di una commissione partecipata e aperta per l'Audit del debito pubblico di Catania", spiega Catania Bene Comune.

"Una commissione che studierà le carte contabili del Comune, esigerà l'accesso alla documentazione contabile, denuncerà gli sprechi e le modalità di gestione della ragioneria del Comune. Una commissione che analizzerà il debito e la natura dei creditori, definendo il “debito odioso” e il debito effettivamente legittimo. Annunciamo sin da subito la volontà di partecipare a ogni momento istituzionale di discussione sulle finanze comunali, a partire dalle riunioni della Commissione Bilancio e dalla Conferenza Stampa annunciata dall'Amministrazione comunale per sabato mattina. Confidiamo nel fatto che nessuno ostacoli la partecipazione. Il debito è pubblico e tocca alla città, alle sue associazioni e organizzazioni, prendere in mano le scelte in materia di bilancio, che riguardano la quotidianità e la qualità della vita di ogni abitante della città. È finito il tempo in cui permetteremo a chi comanda di barricarsi nel palazzo e fare scelte senza consultare e rendere partecipe l'intera cittadinanza. Chi vive la città di Catania non è un suddito ma è parte di una comunità che deve orgogliosamente autogovernarsi esigendo diritti, servizi sociali, reddito e dignità. Lo faremo iniziando a controllare la cassa", concludono.

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