Dehors, nuovo regolamento: "Via libera per bar fino a 40 posti con un bagno"

"L'assessorato regionale alla sanità ha indicato un criterio interpretativo che consentirà ai bar e alle ristorazioni con somministrazioni a tavolo da 1 a 40 posti di attivarsi avendo soltanto un bagno all'interno" spiegano l'assessore alle Attività Produttive e il presidente Dario Pistorio, Fipe

Tante difficoltà per i piccoli commercianti di Catania. Una costante in quest’ultimo periodo, con numerosi esercizi commerciali, spesso in centro città, privati dell’autorizzazione per svolgere la propria attività con posti a sedere all’esterno. La causa di questi provvedimenti ha un motivo lontano, che affonda le radici in una circolare regionale, la 907, del gennaio 1997 stipulata dall’assessorato regionale alla sanità. Secondo infatti questa circolare, fino ad oggi i pubblici esercizi con un massimo di quaranta posti a sedere erano obbligati ad avere all’interno 2 bagni pubblici per andare incontro alle esigenze del consumatore.

Subentra ora una reinterpretazione di questa circolare e un nuovo provvedimento, che quest’oggi è stato presentato dall’Assessore alle Attività Produttive Angela Mazzola, che in prima battuta ha subito annunciato: “Così si legalizzano tutti gli esercizi commerciali, che avranno la possibilità di essere regolari”. In concreto ecco cosa cambia, come spiegato dalle parole dell’assessore: “L’assessorato regionale alla sanità ha indicato un criterio interpretativo che consentirà ai bar e alle ristorazioni con somministrazioni a tavolo da 1 a 40 posti di attivarsi avendo soltanto un bagno all’interno”. 

“Tutti potranno in questo modo avere un’occupazione all’esterno di tavoli e sedie – specifica – e si daranno chance e nuove opportunità alle attività piccole, che potranno essere sgravate da questi precedenti criteri interpretativi sino ad oggi rigidi ed introdotti dalla circolare del 1997”. Importante la collaborazione del Fipe con il comune etneo, per “avviare un cambiamento in tutta la Sicilia e non soltanto nella città etnea” tiene a precisare l’assessore alle Attività Produttive.

“Il Fipe ha posto in evidenza il problema e il comune quest’anno aveva ricevuto un parere dall’Asp che confermava impossibilità di posti a sedere all’esterno, dove i locali non avessero requisiti perché non conformi alla normativa di questa circolare”. Il dato anomalo, secondo quanto riportato nel corso della conferenza stampa, era l’eccessiva rigidità che questa norma imponeva in Sicilia, contro un clima di flessibilità nel resto d’Italia, dove la rigidità dei criteri è stata sempre minore

Dario Pistorio, presidente regionale Fipe, spiega: “Vi era un blocco per chi faceva somministrazione all’esterno anche stagionalmente, si vedeva infatti negata l’autorizzazione per i requisiti non adeguati alla normativa 907 del 1997. Abbiamo attivato i nostri canali con l’amministrazione catanese,  convocando la commissione regionale a livello sanitario”

Dopo alcuni tavoli tecnici all’assessorato regionale si è arrivati ad un risultato che consentirà alle attività con posti a sedere da 1 a 40 di esser attivate con un solo bagno all’interno. Pistorio ricorda uno dei tanti casi di chiusura delle attività nel periodo appena trascorso: “Un piccolo bar di Piazza teatro – specifica -  ha visto ad esempio negata l’autorizzazione: uno questi dei tanti per i quali ci siamo attivati di concerto con la Regione”.

La strada intrapresa dovrebbe adeguare il territorio siciliano al resto del’Italia: “Abbiamo chiesto un adeguamento alla legge nazionale – precisa Pistorio - secondo la normativa quadro dei pubblici esercizi” . “Salvati in tutto, con questo adeguamento, circa 1000 posti di lavoro, conclude il presidente Fipe – un dato questo rilevato dopo una specifica analisi quantitativa condotta”

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