Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca San Giovanni la Punta

Delitto di Aci Trezza, celebrati i funerali di Tony Sciuto

Il corpo dell'omicida/suicida era stato restituito ieri alla famiglia dopo che il medico legale ha concluso l'ispezione cadaverica alla ricerca di tracce di polvere da sparo. Per le esequie di Vanessa Zappalà bisognerà attendere l'esito dell'autopsia

Si sono svolti stamattina nella chiesa madre di San Giovanni La Punta i funerali di Tony Sciuto. Il corpo dell'omicida/suicida era stato restituito ieri alla famiglia con autorizzazione della Procura distrettuale di Catania, dopo che il medico legale ha concluso l'ispezione cadaverica ed eseguito lo stub sull'uomo, alla ricerca di presenze di polvere da sparo sul corpo e in particolare sulle mani. Per le esequie di Vanessa Zappalà, uccisa con sette colpi di pistola alla testa da Sciuto si dovrà attendere l'esame autoptico. Ad accompagnare il feretro di Sciuto i familiari e gli amici dell'uomo che con il suo gesto ha compiuto l'ultimo atto di una tragedia per molti aspetti annunciata.

Il brutale femminicidio di Vanessa Zappalà ha innescato riflessioni e anche polemiche sull'adeguatezza delle misure di prevenzione previste dalla legge, a partire dalle dichiarazioni rese alla stampa dal padre di Vanessa, Carmelo Zappalà e commentate sulla stampa e sui social network anche da operatori del diritto molto critici nei confronti della decisione del Gip che aveva disposto la revoca degli arresti domiciliari. Un dibattito che però risente dell'emotività del momento e che andrebbe affrontato a livello legislativo. Sulla questione è intervenuto a stretto giro anche il capo dell'ufficio etneo del Gip Nunzio Sarpietro: E' difficile controllare tutti gli stalker, noi emettiamo come ufficio 5-6 ordinanze restrittive a settimana ed è complicato disporre la carcerazione perchè occorrono elementi gravi e, comunque, non si può fare fronte ai fatti imponderabili". Il capo dell'ufficio etneo del Giudice per le indagini preliminari ripropone una sua ipotesi di intervento: "un braccialetto elettronico 'out' per l'indagato che segnali la sua presenza e, contemporaneamente, un dispositivo per la vittima che emetta segnali acustici e luminosi quando lo stalker viola la distanza impostagli dal provvedimento di non avvicinamento".

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