Delitto Falcidia: dopo 19 anni continua il processo al dott. Morici

E' stato rilevato che le tracce di sangue trovate sulla vestaglia e sulla camicia da notte della professoressa fossero di Antonella Falcidia. Il processo è stato aggiornato al prossimo 20 novembre

L'esame sul dna mitocondriale e non nucleare eseguito sui capelli trovati in mano alla professoressa Antonella Falcidia, uccisa nella sua abitazione di Catania il 4 dicembre del 1993, non esclude che possano appartenere alla vittima.

E' questo l'esito della perizia del professore di genetica forense Emiliano Giardina, dell' università romana di Tor Vergata, presentata alla prima Corte d'assise d'appello etnea davanti alla quale, a quasi 19 anni dal delitto, si celebra il processo per uxoricidio a Vincenzo Morici, il medico accusato di avere ucciso la moglie, assolto in primo grado con la formula per non avere commesso il fatto.

La Procura, che ha appellato la sentenza, aveva chiesto la condanna a 30 anni di reclusione, sostenendo che il movente del presunto uxoricidio fosse passionale. Giardina ha rilevato la presenza di capelli femminili, ma non avendo potuto utilizzare il dna nucleare, ma solo quello mitocondriale non ha potuto escludere che quei capelli appartenessero alla donna morta.

E' stato invece rilevato che le tracce di sangue trovate sulla vestaglia e sulla camicia da notte della professoressa fossero di Antonella Falcidia. Il processo è stato aggiornato al prossimo 20 novembre, e proseguirà con la requisitoria e l'intervento dell'avvocato difensore, Enrico Trantino.

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