La denuncia del Coisp - Polizia: "No al depotenziamento delle volanti"

Il sindacato chiede al questore un intervento volto a garantire un servizio qualificato ed efficace per la sicurezza dei cittadini

Il sindacato di polizia Coisp, con una nota, lancia il grido d'allarme sul depotenziamento del servizio delle volanti.

"La questura di Catania è la sesta d’Italia e il questore, con provvedimenti amministrativi di trasferimento, ha deciso di non impiegare più i dirigenti e i funzionari nelle fasce orarie serali e notturne dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico. Il che comporta che a “reggere” la sala operativa delle volanti, competente per i fatti di soccorso pubblico che accadono in città e provincia, sia un poliziotto appartenente al ruolo agenti-assistenti oppure un sottufficiale che, per quanto preparati, non hanno le competenze specifiche dei funzionari-dirigenti di polizia".

"Questi infatti - prosegue la nota del Coisp - che sono pagati anche per questo, hanno il dovere di farsi carico di maggiori responsabilità e fare scelte immediate e di ampio respiro, e per questo hanno uno stipendio quasi doppio rispetto a quello degli agenti. Nelle fasce orarie serali e notturne, lo dicono i fatti di cronaca, accade di tutto: stupri, rapine, sparatorie, aggressioni e via discorrendo, e spesso bisogna confrontarsi con soggetti qualificati quali l’autorità giudiziaria e altri enti e, in tale contesto, il funzionario-dirigente dev’essere presente".

"Quando accade qualcosa di grave è giusto che le decisioni (e l’assunzione di responsabilità) siano dei ruoli apicali e non dell’agente, che rischiadi commettereerrori divalutazione", aggiunge la nota del sindacato

Il Coisp chiede pubblicamente al questore Alberto Francini, "persona estremamente qualificata, di far fronte all’ennesima criticità riguardante la questura da lui diretta". La sala operativa, conclude la nota  "è il centro nevralgico per la gestione dell’ordine e della sicurezza pubblica, attraverso la quale si devono gestire episodi anche gravi e improvvisi, che a Catania, purtroppo, non mancano".

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