"Di Stefano-Velona", gli scenari della cessione all'ombra dell'inchiesta

All'orizzonte si prospetta la possibilità di una vendita della struttura: ci sarebbe l'interesse della Morgagni e del gruppo Tigano

L'inchiesta giudiziaria che ha coinvolto lo scorso 8 febbraio la Casa di cura Di Stefano Velona ha disposto, oltre il sequestro degli asset finanziari degli indagati e degli amministratori, la sospensione per la durata di un anno dell’autorizzazione regionale all’attività ambulatoriale e dell’accreditamento presso il Servizio Sanitario Nazionale.

Come riportato oggi dal quotidiano "La Sicilia" il tribunale del Riesame ha rigettato i ricorsi degli avvocati degli indagati che chiedevano il dissequestro delle somme contestate dall'accusa, mentre per la questione delle interdittive per i medici e la chiusura per un anno bisognerà attendere ancora il 15 maggio, data in cui si pronunceranno ancora una volta i giudici.  In questi giorni i dipendenti della struttura hanno ricevuto una lettera dalla proprietà con la quale si prospetta il massimo impegno nella risoluzione della questione e nell'attesa stanno usufruendo delle ferie non godute. Ma all'orizzonte ci sarebbe anche la possibilità di una vendita della struttura: ci sarebbero in atto le manifestazioni di interesse da parte del management della Casa di Cura Morgagni e del gruppo Tigano, da qualche tempo in ascesa nel mondo della Sanità privata in Sicilia. Tutto naturalmente sarebbe legato agli esiti dell'inchiesta in corso. 

I fatti 

Le indagini nascono dalla denuncia di un paziente e sono proseguite con l'impiego di intercettazioni telefoniche, perizie grafologiche, consulenze tecniche di carattere medico e contabile: tutti questi approfondimenti investigativi hanno fornito il quadro probatorio sul quale si è basata la richiesta del Giudice per le indagini preliminari che ha ritenuto sussistente anche il delitto di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe ai danni dello Stato, abusi d’ufficio e falsi in atto pubblico ed è stata inoltre riconosciuta la responsabilità amministrativa dell’ente. Per gli amministratori della clinica è stata disposta la misura interdittiva del divieto di esercitare uffici direttivi di persone giuridiche ed imprese per la durata di 12 mesi. Per il direttore sanitario e per i tre sanitari è stata disposta la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico servizio di medico.

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