Mafia, sequestrati dalla Dia 500 mila euro di beni ad esponente della criminalità brontese

Tratto in arresto più volte tra il 1998 e il 2015 Antonio Salvà Gagliano ha mantenuto nel tempo un costante rapporto con pericolosi pluripregiudicati. Il patrimonio sequestrato è composto da una società, quattro tra conti correnti e depositi bancari

Nelle prime ore del mattino la direzione investigativa antimafia ha eseguito su disposizione del tribunale di Catania un sequestro di beni, per oltre mezzo milione di euro a carico di  Antonio Salvà Gagliano, esponente di spicco della criminalità brontese. L'uomo è stato tratto in arresto più volte, tra il 1998 e il 2015 per furto aggravato, danneggiamento, ricettazione, riciclaggio di automezzi con numero di telaio alterato, associazione per delinquere, truffa, ecc., tutti reati che hanno avuto per oggetto automezzi pesanti e macchine industriali (escavatori, camion, betoniere, rulli compressori, frantoi, ecc.).

Gli attenti accertamenti effettuati sul suo conto hanno messo in evidenza come Antonio Salvà Gagliolo abbia mantenuto nel tempo una costante ed assidua frequentazione con pluripregiudicati di notevole spessore criminale ed anche, in vari casi, con soggetti indiziati di appartenenza ad associazioni di tipo mafioso, come documentato dai numerosi controlli di polizia ai quali è stato sottoposto.

Nel dicembre del 2015 il malvivente insieme ad altri soggetti, era stato arrestato presso una cava di Priolo per furto di materiale ferroso e in particolare dei frantoi utilizzati per la macina delle rocce, del peso di 50 tonnellate, per il quale veniva sottoposto agli arresti domiciliari. Antonio Salvà Gagliolo è inoltre fratello del più noto Daniele, il quale, nel 2001, fu denunciato per concorso nel tentato omicidio del noto boss Francesco Montagno Bozzone,55 anni, ritenuto a capo dell’omonimo clan mafioso operante nell’area di Bronte e collegato al più noto e pericoloso clan dei “Carcagusi” di Catania.

Il tribunale di Catania - sezione misure di prevenzione, in considerazione dei reati recentemente commessi (in particolare truffa e riciclaggio), “ritenuta l’attuale pericolosità sociale del medesimo, soggetto che senza dubbio vive anche di proventi illeciti”, il 10 maggio scorso, applicava nei confronti a Antonio Salvà Gagliolo la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per la durata di un anno e sei mesi e di versare a titolo di cauzione mille euro.

La ricostruzione del profilo criminale di Antonio Salvà Gagliolo realizzata dalla Dia Catania, ha dimostrato, con minuziosi e complessi accertamenti patrimoniali, estesi anche al suo nucleo familiare, la rilevante sproporzione tra i redditi dichiarati, l’attività svolta e gli arricchimenti patrimoniali dello stesso, è stata positivamente valutata dal tribunale di Catania che ha disposto il sequestro dei beni.Il patrimonio sequestrato è composto da una società operante nel settore dei lavori di movimento terra, sbancamenti e demolizioni, terreni, quindici tra autoveicoli e mezzi pesanti, quattro tra conti correnti e depositi bancari.

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