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Dia, sigilli al patrimonio di un imprenditore vicino a Cosa Nostra

La Dia messinese, in collaborazione con il centro operativo di Catania ha scoperto che Antonino Smiriglia, grazie ai legami con la famiglia mafiosa di Mistretta, avrebbe ottenuto commesse pubbliche e rimpinguato così le casse del clan

La Dia di Messina supportata dal centro operativo di Catania sta sequestrando beni per un milione e cent mila euro a Antonino Smiriglia, di Sant’Agata di Militello, noto imprenditore legato alla “famiglia mafiosa di Mistretta”, nel messinese. Lo scorso luglio già il centro operativo etneo aveva messo i sigilli a quasi 4 milioni del patrimonio di Smiriglia, comprese sei aziende. Pur essendo destinatario, nel tempo, di svariate investigazioni giudiziarie di competenza di più distretti giudiziari - tra le quali Omega, Scipione, Dionisio, Autostrada e Montagna - non ha mai subito provvedimenti di condanna per reati associativi o connessi agli ambienti della criminalità organizzata.

Gli affari con Cosa Nostra

Nonostante ciò, gli atti d’indagine mostrano una figura concretamente legata alla criminalita organizzata dell'area dei Nebrodi e di Barcellona Pozzo di Gotto .Grazie a questi legami Smiriglia avrebbe ottenuto, attraverso le sue imprese, commesse pubbliche i cui introiti, avrebbero, in parte, rimpinguato le tasche di “Cosa Nostra”. E’ stato documentato come l'imprenditore  sia stato sempre vicino a contesti criminali associativi partecipando, anche direttamente, a summit mafiosi, essendo - di fatto - un riferimento importante per diverse consorterie criminali espressioni locali messinesi di Cosa Nostra.

Al momento Antonino Smiriglia figura come imputato in procedimenti penali pendenti presso la Procura della Repubblica di Patti, per il reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale in ordine a contesti societari nella sua disponibilità.

Le indagini della Direzione Investigativa Antimafia

Gli  approfondimenti investigativi della Dia di Messina hanno messo in luce come l'imprenditore con  la compiacenza di fidati prestanome (congiunti e/o collaboratori), sia riuscito a “schermare” i suoi interessi imprenditoriali riferibili alla SUD MARMI S.r.l., mediante l’acquisto del pacchetto societario - formalmente non registrato - entrato in suo possesso da oltre tre anni, attraverso la CALCEM S.r.l., già sottoposta a sequestro di prevenzione il 18 luglio scorso.

Sono stati sequestrati in questa occasione a Smiriglia un'azienda, un fabbricato, cinque terreni nei comuni di San Marco d'Alunzio e Sant'Agata di Militello per un valore complessivo pari a 1.100.00,00 euro.

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