Catania, dichiarato il dissesto, Pogliese: "Non è l'apocalisse, risorgeremo"

Dopo due ore di dibattito il Consiglio comunale ha approvato la delibera con ventisette voti favorevoli e due astenuti. Enzo Bianco il grande assente. Votano a favore M5S e Catania 2.0

Il Consiglio comunale ha dichiarato il dissesto: dopo più di due ore di dibattito la proposta di delibera è passata con ventisette voti favorevoli e due astenuti. Enzo Bianco il grande assente. Votano a favore dunque anche il M5s e il gruppo Catania 2.0 mentre si astengono Lanfranco Zappalà e Daniele Bottino del gruppo Con Bianco per Catania.

Doveva essere una formalità, ma l'importanza della decisione e soprattutto la portata delle ricadute economiche sulla città hanno richiesto l'approfondimento di alcuni passaggi politici relativi alle responsabilità e ai dubbi sul futuro della città. In apertura il sindaco Salvo Pogliese ha ricostruito i passaggi che hanno portato al default dichiarato dall’assemblea cittadina; a partire dalle deliberazioni n.153 e n.154 del 4 maggio scorso della sezione controllo della Corte dei Conti siciliana, fino al pronunciamento del 7 novembre delle sezioni riunite che hanno respinto il ricorso in appello presentato dall’Amministrazione comunale.

“Il dissesto non è l'apocalisse – ha dichiarato il primo cittadino - e questo messaggio positivo lo vedo recepito dalle tante risposte al nostro appello agli imprenditori a contribuire economicamente per accendere le luci di Natale e celebrare insieme un nuovo anno all’insegna del cambiamento. Catania – ha aggiunto Pogliese- è abituata a risorgere dalle proprie ceneri e ci riuscirà anche stavolta. Abbiamo provato in ogni modo a evitare il dissesto, coi mezzi legali e le norme previste dal decreto milleproroghe ma la decisione dei giudici contabili non lasciava spazio a interpretazioni diverse dalla presa d’atto della condizione di dissesto. Un fatto traumatico -ha aggiunto- anche perché, siamo la più grande città italiana in questa condizione di default, per via della situazione debitoria di 1,6 miliardi di euro che abbiamo trovato".

"E certo non è un caso che il legislatore abbia voluto che a decretare il dissesto fosse il consiglio comunale, cioè la massima espressione democratica, dove si raccolgono tutte le espressioni e le sensibilità politiche della città per comune assunzione di responsabilità. Non è il momento – ha proseguito Pogliese - di parlare come si è arrivati a questo stato di cose, anche perché compete ad altri organi accertare le responsabilità. Devo ricordare, però - aggiunge - che la Corte dei Conti ci ha imposto di adottare una delibera di misure correttive di 449 milioni di euro per le criticità gestionali rilevate nel triennio 2014-2017, varata nello scorso mese di settembre sempre da questo consiglio comunale. Il mio impegno sarà totalizzante a far si che il peso di questo dissesto non ricada sulle fasce più deboli della popolazione che ci impegniamo a garantire in ogni modo”.

La seduta in Consiglio comunale, assente Enzo Bianco

Il primo provvedimento a essere sottoposto a votazione dall'aula presieduta da Giuseppe Castiglione è stato il bilancio consolidato del 2017, ma subito dopo la relazione del vicesindaco Roberto Bonaccorsi, l'opposizione abbandona l'aula facendo mancare il numero legale. Una sospensione che, per alcuni momenti, ha fatto ipotizzare un esito non scontato della successiva votazione, quella cioè relativa proprio alla dichiarazione sul dissesto. La seduta riprende dopo un’ora i lavori d’aula e questa volta il Consiglio delibera il bilancio consolidato 2017 con 25 voti favorevoli e 5 astenuti. Inizia il dibattito con gli interventi dei Consiglieri che hanno sollecitato la Giunta a imboccare la strada della programmazione degli interventi, in prima linea i consiglieri di maggiornaza che hanno confermato il loro sostegno al sindaco e alla Giunta. L'opposizione punta il dito sulle incognite, sul futuro dei dipendenti, dei lavoratori delle cooperative sociali, dei fornitori e sulla necessità di slvaguardare i servizi essenziali. Numerosi i riferimenti all'assenza di Enzo Bianco in Consiglio da parte della maggiornaza. Dall'opposizione invece arrivano le stoccate di Salvo Di Salvo, ex assessore della Giunta Bianco, il quale ha sottolineato la mancanza di una visione politica che sia capace di portare fuori il Comune dalle secche. L'intervento di Giovanni Grasso, capogruppo del Movimento 5 stelle ha lasciato intuire una presa d'atto della situazione che poi è arrivata puntualmente in sede di votazione.

Il sindaco Pogliese ha brevemente replicato alle sollecitazioni delle opposizioni ricorrendo a una metafora calcistica: ”Proprio stasera  allo stadio Massimino - ha detto - il Calcio Catania pur non giocando benissimo ha vinto, su calcio di rigore, nei minuti di recupero. Siamo abituati alle difficoltà, ma siccome sono un ottimista congenito, sono sicuro che ce la faremo anche stavolta a vincere la nostra partita, voltando finalmente pagina con l’impegno dei tanti che vogliono bene a questa città, a prescindere dalle appartenenze politiche”. 

Catania Bene Comune: "Il dissesto non sia l'alibi"

Fuori dal Senato cittadino l'esponente di Catania Bene Comune Matteo Iannitti lancia l'allarme: "Il dissesto non sia l'alibi per non fare nulla. O peggio di fare anche maggiori danni. Mi riferisco ad esempio alla svendita del patrimonio comunale a prezzi stracciati per esigenze di cassa - ha concluso - Da cittadini continueremo a vigilare sullo stato delle cose, cercando di non abbassare la guardia nella difesa dei diritti delle fasce deboli che saranno i più colpiti dalle conseguenze del dissesto".

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