Rintracciati 34 dei migranti eritrei sbarcati dalla nave Diciotti

Facevano parte di un gruppo di 51 persone: viaggiavano su un pullman, noleggiato dal centro "Baobab Experience" di Roma, ed erano diretti a un campo di accoglienza allestito dalla Croce Rossa a Ventimiglia da dove avrebbero poi tentato di varcare la frontiera con la Francia

Nel giorno in cui il Tribunale dei ministri avvia a Palermo il procedimento nei confronti di Matteo Salvini, indagato per sequestro di persona aggravato, la polizia rintraccia a Ventimiglia 34 dei migranti eritrei sbarcati dalla nave Diciotti a Catania. Facevano parte di un gruppo di 51 persone: viaggiavano su un pullman, noleggiato dal centro "Baobab Experience" di Roma, ed erano diretti a un campo di accoglienza allestito dalla Croce Rossa a Ventimiglia da dove avrebbero poi tentato di varcare la frontiera con la Francia.

La polizia ha identificato tutti i passeggeri del pullman e sta valutando eventuali profili di responsabilità penale. Con i 51 migranti c'erano anche quattro operatori del centro.

La notizia rimbalza a Palermo nelle ore in cui il Tribunale dei ministri, presieduto da Fabio Pilato, è informalmente riunito per fissare le linee guida del procedimento contro Salvini. L'esame del fascicolo, cominciato già sabato, vedrà tempi molto brevi. Il caso deve essere chiuso entro 90 giorni. Il primo nodo da sciogliere riguarda la competenza territoriale. Bisogna in via preliminare stabilire in quale luogo sarebbe partita la presunta condotta illecita di Salvini: le acque di Lampedusa, dove i migranti sono stati soccorsi, oppure il porto di Catania dove la Diciotti è rimasta per giorni in attesa dell'ordine di sbarco dei migranti. Nel primo caso l'inchiesta resterebbe in capo alla magistratura di Palermo, cui gli atti sono stati trasmessi da Agrigento, che è competente ad indagare ma non è sede di Tribunale dei ministri. La competenza sarebbe invece della magistratura di Catania se dovesse invece emergere che proprio qui si sarebbe concretizzato il blocco dello sbarco. L'individuazione del luogo del presunto reato comporta la ricostruzione della "catena di comando", che passerà attraverso l'esame di numerosi testimoni alcuni dei quali sono stati già sentiti.

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La Procura di Palermo ne ha indicati diversi, a cominciare dal comandante della nave Diciotti, il capitano di fregata Massimo Kothmeir. Sarà ascoltato anche il capo di gabinetto di Salvini, Matteo Piantedosi, che la Procura di Agrigento aveva qualificato come indagato mentre per quella di Palermo è un teste. La lista comprende anche i comandanti delle capitanerie di porto di Porto Empedocle e di Catania, il responsabile dell'ufficio circondariale marittimo di Lampedusa, il capo del Dipartimento delle libertà civili, Gerarda Pantalone, e il suo vice Bruno Corda. Saranno comunque i giudici del Tribunale dei ministri a decidere chi e quando esaminare. 

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