Dipendenti Anfe Catania scrivono all'assessore Nelli Scilabra

I lavoratori dell'Anfe Catania hanno scritto nuovamente all'indirizzo dell'assessore alla formazione professionale Nelli Scilabra dopo che ieri alcuni colleghi dello Ial Sicilia di Palermo hanno minacciato di suicidarsi barricandosi sul tetto dell'assessorato alla formazione

I lavoratori dell'Anfe Catania hanno scritto nuovamente all'indirizzo dell'assessore alla formazione professionale Nelli Scilabra dopo che ieri alcuni colleghi dello Ial Sicilia di Palermo hanno minacciato di suicidarsi barricandosi sul tetto dell'assessorato alla formazione.

"Viviamo lo stresso dramma- dichiarano in una nota- non possiamo fare finta di niente. Il nostro collega Giorgio Gianpiccolo, che lo scorso novembre, preso dalla disperazione minacciava di gettarsi dal terrazzo di via Raimondo Franchetti a Catania, lancia l'ennesimo disperato appello all'assessore alla formazione professionale Nelli Scilabra. Sperando che una volta per tutte, si faccia carico della situazione drammatica che gli operatori della formazione siciliana vivono ormai da mesi.

"Carissima Assessore Nelli Scilabra, mi rivolgo alla sua persona per porle alcune domande che in me non trovano risposta. Come ben saprà il sottoscritto da mesi porta avanti una lotta per il ripristino della legalità, a cui tutti aneliamo, ma che in pochi ricerchiamo. Non mi è chiaro il perché di tanto accanimento contro gli operatori della formazione, come se il grande male l’avessero prodotto i dipendenti degli enti. In questi mesi siamo stati accusati di tutto, dall’essere raccomandati all’essere collusi, senza tenere nemmeno conto del grande sacrifico che facciamo per mantenere un servizio pubblico.

Se il sistema formazione professionale Sicilia, ha potuto a tutt’oggi erogare un servizio per la collettività, il merito si deve ai formatori, che con grande senso di responsabilità si sono recati sul posto di lavoro, cercando in tutti i modi possibili, di svolgere e trasferire conoscenze ad un’utenza molto spesso difficile, per la quale rappresentiamo un punto di riferimento importante. Nel silenzio delle istituzioni, molto velatamente, ci viene chiesto ancora una volta, di continuare ad erogare tale opera, e mi riferisco soprattutto al cosiddetto oif o lefp che non si può sospendere in quanto comprometterebbe una situazione sociale di per sé già carente di tante strutture per la salvaguardia dei minori. Vorrei farle presente, che anche noi abbiamo famiglia, che anche i nostri figli hanno il diritto allo studio e allo sviluppo delle loro inclinazioni, sociali, umane ed intellettuali.

Tutto ciò prevede, che chi ne ha la tutela sia in grado di mantenere le loro aspirazioni. Sarebbe bello poter aiutare il prossimo in un’azione di volontariato, ma capisce bene che non ci è possibile, trasformare il nostro contratto di lavoro in volontariato “fatebenefratelli”, non avendo altre risorse siamo costretti a chiedere che ci venga corrisposto mensilmente quanto ci è dovuto. Se gli enti gestori non hanno le risorse economiche per poter affrontare la “comanda” che la regione gli affida, se non sono capaci di affrontare i tempi richiesti per le anticipazioni, per i saldi a chiusura rendiconto, si facciano da parte, non esiste un privato che paga i suoi dipendenti se e quando gli verrà erogata la somma dovuta, è una questione solo della Formazione Professionale Sicilia. In altri casi le aziende chiudono, e con grande dispiacere devo costatare che tanti piccoli imprenditori ci hanno rimesso la vita, sicuramente ne pagano le spese pure i dipendenti, cosa che però non succede nella Formazione, chi paga sono solo gli operatori, gli enti rinascono come la fenice.

Fra le cose che non mi spiego, è come si può con tanta indifferenza assistere alle problematiche che ormai da ogni parte della Sicilia si denunciano o si evidenziano, su come viene gestito il denaro pubblico. Si parla di controlli serrati e rigidi, e poi favoriamo i gestori, che con grande maestria, chiudono ed aprono bottega, senza neanche tener conto delle disposizioni assessoriali o meglio ancora un pool di avvocati trova il sistema per aggirare gli ostacoli (tutto questo sempre con soldi pubblici) . Assessore ci sono troppe contraddizioni su quello che si dice ai lavoratori, e su quello che esce dai tavoli tecnici (assessorato-enti-sindacati). A tal proposito mi sorge un dubbio, in riferimento all’ente gestore anfe provinciale Catania, è lecito che un lavoratore, venga “invitato” a dare volontariamente le dimissioni dall’ente di appartenenza, e quindi di fatto rinuncia al suo contratto a tempo indeterminato nella “Formazione Professionale”, per essere assunto in data 2014 con un nuovo contratto a tempo indeterminato nella “Formazione Professionale”, tecnicamente può considerarsi assunto entro il 31/12/2008?

È giusto da parte delle istituzioni, avallare la posizione dell’ente gestore, nel non assolvere l’obbligo primario di un datore di lavoro, e cioè pagare il dipendente, nel caso in questione come dice il contratto nazionale collettivo (art 29 punto 1) la retribuzione mensile, è corrisposta al personale dipendente, tra il giorno 27 di ogni mese e non oltre il 10° giorno di calendario successivo al mese di prestazione? Altro nodo cruciale dell’universo “Formazione Professionale” sono i cosiddetti sindacati firmatari, che gridano slogan come “macelleria sociale”, per poi scoprire, che gli stessi non riconosco i giusti motivi per cui un lavoratore dopo più di 20 mensilità, si rifiuta mentalmente e fisicamente di continuare a prestare servizio per un “padrone” che non paga, dovrebbero essere in prima linea a tutela dei lavoratori, non a mediare la posizione dell’ente gestore o delle istituzioni! Vorrei vedere un certo Dott. Guarino, come reagirebbe, svolgendo la sua funzione pubblica, senza essere retribuito, se penserebbe ancora che un servizio pubblico non può essere interrotto?

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Non sono tecnicamente addentrato nell’amministrazione di un ente, ma la mia esperienza come responsabile didattico, mi da una certa conoscenza, per capire che il grosso dei finanziamenti per ogni “Progetto” è destinato al personale (almeno 80%), credo che difficilmente un ente abbia utilizzato la gestione delle somme tenendo conto di queste cifre, sono sicuro che il più delle volte i soldi dei nostri stipendi abbiano coperto le spese della gestione, la inviterei a fare questo tipo di controlli. Assessore quando dice che capisce quello che stanno vivendo i lavoratori, io personalmente le credo, ma c’è molta differenza fra il calarsi nei panni di chi sta soffrendo, e soffrire. Quindi la prego non esiti a stare concretamente dalla parte dei lavoratori.

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