La villa del boss "Cavadduzzo" diventa un centro per disabili

Darà spazio alle persone più fragili e al loro reinserimento nella società, anche attraverso attività all'aria aperta, l'orto sociale e laboratori artistici e teatrali

Una delle dimore di Salvatore Ferrera detto “Cavadduzzu”,a Viagrande, è stata affidata al consorzio Solco di Catania per ospitare un progetto sociale di assistenza e inclusione rivolto ai disabili, attivo già da settembre con 15 ospiti.

Sarà destinataria di un nuovo progetto di accoglienza ed inclusione messo in atto anche attraverso il metodo “Te.So.Ri. - Team socio riabilitativo” che rappresenta una vera innovazione di processo e di prodotto attraverso il quale superare il concetto di assistenza per puntare alla valorizzazione delle potenzialità della persona. Gli ospiti potranno godere di una maggiore autonomia abilitativa e sociale, attraverso programmi di intervento sviluppati individualmente per favorire il massimo sviluppo con esperienze e attività interne ed esterne alla comunità.

Una struttura che darà spazio alle persone più fragili e al loro reinserimento nella società, anche attraverso attività all’aria aperta, l’orto sociale e laboratori artistici e teatrali. “Ci riappropriamo di un bene confiscato alla mafia nel 1987. Abbiamo dato risposte non solo a noi stessi ma anche alla mafia” – spiega Salvo Litrico, presidente della cooperativa Team – “alla comunità chiediamo di divenire protagonista di un nuovo progetto di accoglienza e inclusione che valorizzerà le potenzialità delle singole persone”.

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