Discarica, il sindaco di Misterbianco: "La verità non si può nascondere"

La nota del primo cittadino Nino Di Guardo dopo le dichiarazioni degli amministratori della OIKOS sul rinnovo dell’autorizzazione

“Dopo 40 anni che ammorbano l’aria hanno anche il coraggio di parlare anziché chiedere scusa. Ce ne vuole di faccia tosta.” Sono le parole del sindaco Nino Di Guardo all’indomani dell’ascolto delle dichiarazioni degli amministratori della OIKOS nel corso di una conferenza stampa sulla vicenda del rinnovo dell’autorizzazione della discarica. “La comunità che rappresento – continua il sindaco - non ci sta ad essere accusata di non onorare la verità e le imminenti motivazioni della sentenza del tribunale di Palermo che ha condannato a pesanti pene detentive l’ex patron della Oikos ed il funzionario regionale responsabile dell’istruttoria dell’autorizzazione 2009 e le indagini in corso della Procura di Catania chiariranno se l’operazione di disinformazione sia imputabile alle comunità locali, ai Comitati No Discarica ed al Comune di Misterbianco oppure alla Oikos.”

Il comune etneo evidenzia la singolarità come l’allegato 2B, unico elaborato tecnico allegato all’AIA del 2009 individua un perimetro dell’area di abbancamento inferiore a quello attuale ed a quello autorizzato con l’AIA del 2019; nel concreto se l’area di abbancamento è estesa circa 9 ettari, come previsto nell’AIA del 2009, ovvero 10 ettari, come previsto nell’AIA del 2019 (ma nè Oikos né la regione sembra aver calcolato nel dettaglio tali superfici) è di fondamentale importanza perché segna il confine tra una discarica legittima ed una discarica abusiva ed ampliata di circa il 10%. Su tale questione ne Oikos né la regione siciliana hanno voluto fare chiarezza. Infine il comune ha ripetutamente evidenziato che, per legge, le discariche debbono essere collocate ad almeno 3 km dai centri abitati mentre quella Oikos è sita a poche centinaia di metri da Motta ed a Misterbianco ed ha potuto derogare alla previsione di legge soltanto perché l’etichetta del provvedimento che consente la proroga per ulteriori 10 anni e quella del “rinnovo” quando nella sostanza, per la maggiore estensione dell’area di abbancamento, per la modifica delle prescrizioni esecutive, per lo stravolgimento del numero dei materiali abbancati, quella attuale è una nuova autorizzazione … ma se anche l’etichetta fosse stata quella di “nuova autorizzazione” la discarica non avrebbe potuto essere legittimamente autorizzata.

“Infine – dice il sindaco Di Guardo - non possono rassicurare le dichiarazioni e gli accertamenti merceologici sui rifiuti in ingresso alla discarica Oikos effettuati dalla Omnia Engineering S.r.l. che una società posseduta dai signori Proto Domenico, Giuseppa, Rosa, Salvatore e Orazio ed anche da Oikos S.p.A. stessa; guarda caso gli stessi identici soggetti che posseggono l’intero capitale sociale di Oikos che al 31 dicembre 2018 era posseduto da Proto Domenico, Rosa, Orazio e Giuseppe. Come in tante altre occasioni controllante e controllore sono nei fatti la stessa persona.” Il comune ha confermato che ricorrerà al TAR contro questa autorizzazione decennale, al di là della fase annunciata dal Presidente della Regione. “Dovrebbero chiudere tutto e fare respirare aria pulita ai cittadini – conclude Di Guardo – invece di arrampicarsi sugli specchi anche sulla famosa particella 131 che resta zona agricola a dispetto di quanto vogliano far credere questi signori. Una nuova autorizzazione illegittima che non poteva essere rilasciata e che noi faremo in modo di far revocare. Noi non ci arrenderemo mai”

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