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Discariche di Motta e Misterbianco, studio dell'Arpa rivela dati preoccupanti

L'elemento di maggior interesse riguarda l'incremento, oltre 10 volte superiore al minimo, della concentrazione di metano in atmosfera

Sinistra Ecologia e Libertà torna a parlare dello stato di inquinamento delle discariche di Valanghe d’Inverno e Tiritì. Marcello Failla ha illustrato i dati della nuova relazione tecnica dell’Arpa Sicilia, evidenziato un quadro generale tutt'altro che rassicurante. “Il 10 giugno 2016, a seguito di una notevole pressione da parte degli abitanti dei comuni di Motta S. Anastasia e Misterbianco, il presidente della Regione ha affidato ad Arpa Sicilia il monitoraggio ambientale dell'aria delle discariche di Valanghe d’Invero e Tiritì, per studiare lo stato qualitativo dell’ambiente all’interno dell’agglomerato urbano dei due comuni interessati. L’analisi della qualità dell’aria - spiega Failla - è stata realizzata con un esame effettuato nell’arco delle 24 ore, dal 6 al 25 luglio 2016, per mezzo di un laboratorio mobile. Il monitoraggio ambientale ha prodotto risultati drammatici ed allarmanti".

"Il dato di maggior interesse riguarda l’incremento, oltre 10 volte superiore al minimo, della concentrazione di metano in atmosfera, costantemente accompagnato da incrementi di concentrazione di alcuni mercaptani, pericolosi composti organici del tipo degli alcoli, contenenti solfo in luogo di ossigeno. La variazione di concentrazione di metano e stata accompagnata sistematicamente dalla concomitante aumento della concentrazione di alcuni mercaptani, molecole ad alto contenuto di zolfo, caratterizzati da un odore nauseabondo. Ma di particolare gravità appare la presenza di benzene nell’aria, in alcuni casi fino a 19 volte il minimo. Il campionamento ha inoltre evidenziato, insieme al benzene, la costante presenza di altri solventi particolarmente tossici come etilbenzene + xyleni e toluene. Dal rapporto tecnico si deduce che il rendimento dell’impianto che estrae il biogas (in prevalenza metano) dai rifiuti solidi urbani, depositati al ritmo di 1000 tonnellate al giorno, è pari al 79%. Ciò significa che il 21% del biogas prodotto, cioè quasi 4.000.000 m3 all’anno, si perde durante il processo e viene disperso in atmosfera".

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