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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca

Riapertura discoteche: ritorna la "febbre del sabato sera", ma è una ripartenza "azzoppata"

Da quasi due settimane ormai si è tornati in pista a ballare. Ma il dibattito tra gestori e associazioni di settore intorno al tema della capienza al 50% è sempre acceso con pareri discordanti. A mettere tutti d'accordo sono i giovani, tornati in massa a fare la fila all'ingresso dei locali da ballo

Dopo quasi due anni di chiusura forzata imposta dalla pandemia, interrotta solamente da aperture a singhiozzo nell'estate del 2020 e nell'autunno 2021, le discoteche hanno riaperto le piste. Si sono rivisti i giovani in coda all’ingresso, vogliosi di recuperare quel divertimento che sembrava ormai perduto. Green pass rafforzato e obbligo di mascherina non hanno ostacolato la voglia di tornare a ballare a ritmo di musica. Anche se, alcuni locali hanno fatto fatica a rispettare le regole e incorrere in sanzioni e chiusura forzata.

Insomma, un piccolo preludio di ritorno alla normalità, almeno apparentemente. Sì, perché tra i gestori e le associazioni di settore, nonostante l’apparente boccata d’ossigeno, rimangono perplessità e dubbi su una ripartenza “azzoppata”, soprattutto infatti a causa delle restrizioni imposte per l’ingresso nei locali da ballo. Ma i pareri in tal senso non viaggiano tutte sullo stesso binario.

Scardilli (Levante appunti di viaggio): “Boccata d’ossigeno, contenti di aver ripreso a lavorare”

Le limitazioni rappresentano solo un limite? Non per tutti, c’è chi dal Covid ha tratto un’opportunità di miglioramento dei propri servizi. “Avendo il 50% di capienza ci dobbiamo limitare – ci racconta Alessandro Scardilli, gestore del locale ‘Levante appunti di viaggi’ - ma abbiamo sopperito a questo problema aumentando i giorni a disposizione di apertura del locale in modo da poter distribuire i gruppi organizzativi. Anche se noi spingiamo per questa problematica, sappiamo il periodo che stiamo vivendo e quindi è inutile chiedersi quando le limitazioni verranno eliminate, bisogna rimboccarsi le maniche. Anche a causa del Covid ci siamo riorganizzati a livello autorizzativo aumentando la capienza del locale. Lo abbiamo fatto per migliorare i nostri servizi e garantire la sicurezza dei nostri locali, bisogna stare al passo coi tempi, lamentarsi è inutile. C’è tanta voglia di uscire e divertirsi tra i ragazzi e questa riapertura rappresenta una boccata d’ossigeno anche per loro. La risposta è stata importante, anche se un po' di paura si percepisce”.

D’Ambra (Assointrattenimento): “Penalizzati da ignoranza del Governo nel nostro settore” 

"La riduzione della capienza sta penalizzando il nostro comparto – afferma, invece, Gabriele D’Ambra, vicepresidente di Assointrattenimento - L’even point break (punto di pareggio) si aggira attorno al 65% della capienza di una discoteca. Quindi, il limite della riduzione al 50%, fa si che per rendere profittevoli le nostre aziende, esistano solo tre opzioni percorribili: alzare i prezzi d’ingresso e delle consumazioni, non scontrinare tutto quello che si incassa e non rispettare la folle riduzione della capienza”. A Catania alcune sale da ballo hanno scelto di restare chiuse per evitare il rischio autogol. “Per quanto riguarda Catania – continua D’Ambra - non tutti i locali hanno scelto di riaprire, non volendo alcuni gestori applicare una delle tre opzioni necessarie al fine di rendere attive economicamente le discoteche. Purtroppo, per l’ennesima volta, l’approssimazione e la totale mancanza di conoscenza del nostro comparto da parte del legislatore, ci costringe a lavorare senza possibilità di rendere profittevoli le nostre aziende, salvo poi incappare in assurde sanzioni che nulla hanno a che fare con la salute pubblica come quelle elevate nel fine settimana appena passato”.

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