Disoccupazione giovanile record, Mannino (Cgil): “Un grande piano per il lavoro”

Parla il neo segretario generale isolano del sindacato chiedendo un confronto serrato per risolvere l'emergenza occupazionale

Ricognizione ad ampio raggio, sul dramma disoccupazione giovanile al Sud, del neo segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, già segretario provinciale catanese della sigla sindacale del comparto forestale Flai-Cgil. Una realtà drammatica quella dell'occupazione giovanile e non solo, in territorio etneo e siciliano, che il sindacalista Alfio Mannino conosce bene, ed in difesa del quale, più volte negli anni passati è sceso in piazza per la tutela del diritto alla retribuzione mensile regolare dei forestali e per la carenza di fondi da investire nel settore boschivo, da parte della Regione.

Il segretario generale siciliano della “Confederazione generale italiana del lavoro”, al momento del suo insediamento alla guida della principale organizzazione sindacale, ha espresso il suo auspicio di una svolta nell’azione del governo regionale e nazionale per un futuro dei nostri giovani nel mondo del lavoro, affinchè i giovani laureati possano crearsi un futuro sicuro anche nella nostra isola entro pochi anni. Isola che ha un triste primato, con centinaia di giovani laureati che ogni anno fanno le valigie per destinazioni estere.
Al Sud, infatti, un giovane su due non lavora; così come sono in aumento le aziende fallite che chiudono i battenti. Un quadro desolante, quello che emerge da una recente ricerca nazionale di Confindustria, da cui si evince una disoccupazione giovanile record nel meridione: in pratica, più di un giovane su due non lavora, con un tasso senza precedenti del 51,9 per cento; così come la ricerca mette in risalto tutte le difficoltà del 2018 e di questa prima parte di 2019.

- Segretario Alfio Mannino, dalla tutela dei forestali e del nostro patrimonio boschivo, alla guida della segreteria regionale Cgil... Ha già qualche idea in merito alla tutela dei lavoratori di ogni settore?

“C'è in atto situazione disastrosa in merito alle vertenze sindacali dell’isola e un immobilismo del governo regionale rispetto alla loro soluzione. Sappiamo che gli investimenti infrastrutturali sono una priorità assoluta per la nostra regione, perché il quadro deficitario delle infrastrutture condiziona pesantemente lo sviluppo dei diversi comparti del sistema Sicilia. La Regione non può perdere l’occasione data dagli investimenti dei fondi strutturali europei. Occorrono maggiori investimenti programmati, altrimenti non si riuscirà ad incidere sulla crescita del sistema produttivo dell’occupazione”.

Per il segretario generale della Cgil Sicilia, serve un piano straordinario per il lavoro da lanciare costruendo attorno ad esso il più ampio consenso: “Occorre mettere urgentemente in agenda un decalogo per una ripartenza economica e di sviluppo che possa rilanciare l'occupazione nel nostro territorio - illustra Alfio Mannino, nella sua ricognizione ad ampio raggio -, che attualmente vede un alto tasso di disoccupazione, soprattutto tra i giovani e le donne”.

- Qual è il “decalogo” per la Cgil, in territorio etneo e siciliano, necessario per mettere in moto la “macchina” del lavoro e della crescita?

“I problemi della città metropolitana di Catania, al netto della recessione generale che colpisce tutti i settori economici oramai dal 2008, riguardano gli atavici e irrisolti nodi delle condizioni di sicurezza, della illegalità diffusa, dei servizi carenti verso i cittadini, del welfare e stato sociale ridotti all'osso, dell'aumento della povertà e delle svariate vertenze sindacali in atto nei settori produttivi. Servono proposte serie di rilancio e crescita. Su questo tema come Cgil abbiamo già lavorato ed elaborato proposte che mettiamo a disposizione della Sicilia e di tutti coloro che vorranno concorrere alla stesura e alla realizzazione di questo piano straordinario per lo sviluppo ed il lavoro. Non necessitiamo di assistenza, occorre puntare sulle eccellenze del nostro territorio: l'industria legata al polo tecnologico dell' 'high tech' e micro-elettronica, l'agricoltura di eccellenza come l'agrumicoltura, il commercio, i servizi turistici e il rilancio del centro storico catanese legato alle vie del Barocco”.

- Segretario, parlando di edilizia, “volàno” storico dell'economia?

“L'opinione del nostro sindacato, è che  non servirebbe di certo una nuova politica di cementificazione indiscriminata. Meglio sarebbe puntare sul recupero, sulla messa in sicurezza e sulle manutenzioni degli edifici nei centri urbani. E su tutte le infrastrutture necessarie a creare crescita civile, sociale ed economica, come strade e autostrade”.

Per il segretario generale siciliano della Confederazione generale italiana del lavoro, le priorità per una inversione di tendenza occupazionale sono  anche “quelle legate ad un investimento in cultura: la questione dei nostri teatri va monitorata, affinché la cultura funga da moltiplicatore per tutta una serie di redditi e comparti, come il cosiddetto 'turismo culturale'; poi c'è il nodo dell'amministrazione comunale, che sebbene a Catania abbia dichiarato il dissesto, dovrebbe puntare, fra l'altro, alla maggiore produttività dell'Azienda metropolitana trasporti. In generale servirebbe una lotta più incisiva all'evasione fiscale, così come lo sganciamento degli investimenti dal 'Patto di stabilità' e un nuovo e più collaborativo rapporto fra il pubblico e il privato. A Catania in particolare, occorre combattere la desertificazione commerciale del centro storico cittadino, causato anche dalla presenza massiccia di grossi centri commerciali che spesso peraltro non rispettano i diritti dei lavoratori".


E ancòra, per il sindacalista "occorre puntare sull'efficienza energetica degli edifici. Il piano per il lavoro deve prevede anche investimenti in infrastrutture e sul 'turismo balneare': strutture e stabilimenti balneari nel litorale sabbioso della Plaja, aperti anche 8 mesi l'anno, che creino nuovi flussi turistici e conseguentemente nuovi posti di lavoro. A livello istituzionale, servono politiche di incentivi alle assunzioni dei giovani - e dei meno giovani - e agevolazioni per quanto riguarda l'accesso al credito per le imprese in agonia”.

- Quindi, la ricetta del nuovo segretario generale siciliano Alfio Mannino, è di un nuovo “piano straordinario per il lavoro”, per giovani e “meno giovani”, alle falde dell'Etna e più in generale nell'Isola?

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“Per il lavoro che non c'è, serve la valorizzazione della vocazione turistica, balneare e legata all'Etna, che come sappiamo è un 'patrimonio mondiale dell'umanità'. Lanciamo un appello al governo regionale e a quello nazionale, affinché si impegnino maggiormente per creare i presupposti di una politica industriale che coinvolga Catania e la sua 'fu' Etna Valley, con una occupazione di alto profilo professionale legato al distretto tecnologico, così come al comparto farmaceutico; rivendichiamo maggiore attenzione al tema dell'agricoltura, al contrasto al triste fenomeno del caporalato, un punto delicato, importante e strategico della nostra economia; si rilanci anche il comparto della pesca, con una maggiore tutela dei suoi lavoratori; si punti ai nostri beni culturali, monumentali, museali e teatrali per un turismo culturale messo 'in rete' , fra i diversi attori, del Pubblico e del Privato; si investa nell'agroalimentare di qualità; infine si metta in atto una rete di trasporti più efficiente e sviluppata, a beneficio e al servizio degli utenti di casa nostra e dei flussi di visitatori stranieri. L'aeroporto Fontanarossa, ad esempio, che serve ben sette province dell'Isola, necessita di collegamenti di corto e medio raggio, con le maggiori destinazioni turistiche collegate direttamente allo scalo, senza passaggi intermedi”.

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