Possibile dissesto, Cisl: "Bisogna garantire la funzionalità amministrativa comunale"

Ad affermarlo sono i segretari di Cisl Catania e Cisl Funzione pubblica etnea, in relazione alle ultime mosse dell’amministrazione comunale per fronteggiare le delibere della Corte dei Conti

"Dissesto o piano di rientro: in entrambi i casi, e qualunque sarà il risultato della prossima missione romana del sindaco Pogliese, chiediamo al primo cittadino di Catania un confronto per verificare quali misure siano più adeguate per garantire la funzionalità della macchina amministrativa, evitare disagi alle famiglie catanesi e dare serenità ai lavoratori del Comune". Ad affermarlo sono Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl di Catania, e Armando Coco, segretario generale della Cisl Funzione pubblica etnea, in relazione alle ultime mosse dell’amministrazione comunale per fronteggiare le delibere della Corte dei Conti sul dissesto finanziario del Comune di Catania.

"Nella malaugurata ipotesi che venisse confermato il default, il fallimento, ma anche nel caso di dover affrontare comunque un pesante piano di rientro – spiegano Attanasio e Coco – a rischiare gravi conseguenze potrebbero essere i servizi prestati dal Comune, compresi quelli sociali. Ma è il funzionamento complessivo della macchina amministrativa che potrà risentirne, anche perché con molti dirigenti con contratto a termine in scadenza e precari non ancora stabilizzati, l’efficienza di uffici strategici, come la ragioneria generale o l’ufficio tributi per la lotta all’evasione fiscale, è destinata a soffrirne, con le gravi ripercussioni che è facile immaginare".

"A breve entreranno a pieno regime gli asili nido e l’offerta educativo-assistenziale ai minori – aggiungono – si tratta di servizi a domanda individuale, in cui qualsiasi situazione finanziaria del Comune sarà decisa potrebbe apportare un aumento della quota di compartecipazione delle famiglie, e dove sono coinvolti sia lavoratori comunali che personale delle cooperative sociali. Ma ci sono anche altri servizi direttamente forniti dal Comune alla cittadinanza catanese che soffriranno, come la manutenzione tecnica, i servizi cimiteriali o il servizio della polizia locale. Per non parlare delle società partecipate, come gas, manutenzione e acquedotto, dove a rischio potrebbero essere proprio le risorse economiche per il personale per il quale potrebbero diminuire i fondi disponibili. Infine, ma non per ultime, le questioni che riguardano gli straordinari e gli emolumenti economici del personale già contrattati e maturati da tempo ma non ancora".

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"Il futuro del Comune di Catania - concludono Attanasio e Coco - passa anche attraverso un diverso impiego del personale, dalla diversa progettualità nella quale sarà coinvolto per garantire la funzionalità e l’efficienza dei servizi, dal collocamento dei dirigenti e dal percorso di stabilizzazione del personale precario, tutti impegni che nascono e vengono deliberati dalla contrattazione decentrata, ecco perché la Cisl e la Cisl Fp chiedono un confronto celere con l’amministrazione comunale".

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