Dissesto, Corte dei Conti Roma rigetta il ricorso del comune di Catania

Le sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei Conti ha rigettato il ricorso avverso la deliberazione n.153 del 4 maggio 2018, che disponeva la dichiarazione di dissesto finanziario dell’Ente

Le sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei Conti ha rigettato il ricorso avverso la deliberazione n.153 del 4 maggio 2018, con cui la sezione controllo della Corte dei conti della Sicilia ha decretato il dissesto economico-finanziario del Comune di Catania.

Il Comune di Catania tramite il prof. Agatino Cariola, aveva infatti presentato e depositato il ricorso avverso la deliberazione n.153 del 4 maggio 2018 della Sezione regionale controllo della Corte dei conti, che disponeva la dichiarazione di dissesto finanziario dell’Ente. L’appello è stato proposto alla Corte dei conti, sezioni riunite in speciale composizione, un organo creato dal dlgs 174/2012, nei termini previsti dalla legge.

Nel ricorso l’Amministrazione Comunale aveva fatto valere la circostanza che il Piano del 2013 era stato modificato più volte a seguito delle innovazioni legislative e che la Deliberazione del Consiglio comunale 19 settembre 2018, n. 27, su iniziativa della Giunta Pogliese, aveva apportato i correttivi richiesti sempre dalla Corte dei conti siciliana.

"Prendiamo atto con amarezza di questo giudizio della magistratura contabile che conferma il deliberato del 4 maggio scorso e che toglie al Comune ogni possibilità di evitare il default.  - ha dichiarato il sindaco Pogliese -Fin dal nostro insediamento, quattro mesi addietro, consapevoli delle enormi difficoltà che ci venivano lasciate in eredità, abbiamo operato con scrupolo e coscienza e un impegno totalizzante, al fine di salvare il Comune e la città da una condizione di fallimento che mette in difficoltà i lavoratori, le imprese e i cittadini che usufruiscono dei servizi. Come abbiamo già fatto con la delibera del consiglio comunale di adozione dei correttivi richiesti dalla Corte dei conti ai rendiconti 2014-2015-2016, ora, questo nuovo pronunciamento dei giudici ci riconferma che la strada intrapresa è quella giusta, perseguire cioè l'obiettivo di fare rientrare il Comune nell’alveo della legalità e delle veridicità dei documenti contabili, precondizione indispensabile per riprendere un cammino virtuoso di risanamento, nell’interesse dei lavoratori e dei cittadini. Anche per questo, finora, abbiamo anche evitato ogni polemica, persino quando abbiamo subito provocazioni, talvolta grottesche, da parte di chi invece di esternare falsità in continuazione avrebbe fatto bene a riflettere su quanto sta accadendo. Quando ci siamo candidati alla guida del Comune abbiamo detto che facevamo una scelta d’amore verso la città e che avremmo voltato pagina. E così sarà, anche nell'affrontare questa pesante vicenda del dissesto con cui siamo giocoforza costretti a fare i conti, senza ipocrisie senza infingimenti, ma con risolutezza e coraggio. Un impegno di verità e serietà per cui da oggi, ancora più di ieri, metteremo il massimo impegno per individuare, insieme ai tanti cittadini onesti di Catania, il percorso più idoneo per chiudere definitivamente con il passato, consapevoli che abbiamo radici forti, maturate in una città che ha sempre saputo risorgere dalle proprie ceneri".

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