Dissesto, selfie e complotti: fotografia di un consiglio comunale

La delibera che ha ratificato la decisione della Corte dei Conti è stata approvata. Su Facebook i consiglieri comunali la commentano pubblicando selfie e teorie del complotto. Per il vicepresidente Zappalà dietro il default ci sarebbe addirittura la mano del governo nazionale

Il Consiglio comunale ha dichiarato il dissesto: dopo più di due ore di dibattito la proposta di delibera è passata con ventisette voti favorevoli e due astenuti. Ma, dopo aver più volte commentato su Facebook la situazione di cassa, e lanciato strali urbi et orbi, l'ex sindaco Enzo Bianco non si è presentato in aula. Le polemiche dei giorni passati contro l'amministrazione Stancanelli sembrano sopite e, dopo un consiglio straordinario in cui Salvo Di Salvo e Daniele Bottino erano stati lasciati soli a tenere il cerino delle scelte amministrative della sua giunta, Bianco dà forfait anche questa volta, senza addurre alcuna motivazione (la volta passata, invece, aveva spiegato di essere insieme al ministro dell'Ambiente).

Votano a favore del provvedimento anche il M5s e Catania 2.0 - il gruppo che in aula fa riferimento al deputato regionale Luca Sammartino ed alla senatrice Valeria Sudano (oggi rimasti soli a sostenere la candidatura regionale di Davide Faraone in un Pd siciliano ormai alla canna del gas) mentre si astengono Lanfranco Zappalà e Daniele Bottino del gruppo Con Bianco per Catania. I due consiglieri, tuttavia, commentano le loro scelte politiche su Facebook, postando i loro selfie a corredo dei rispettivi 'ragionamenti'. Dopo il coup de théâtre della scorsa seduta, - in cui, durante il suo intervento, Bottino è stato pervaso dal sacro furore delle urla contro l'amministrazione Pogliese - il giovane 'bianchiano' si ritrae sornione tra gli scranni dell'opposizione. 

La rassegnazione di Daniele Bottino

"Stasera il Consiglio Comunale di Catania ha approvato la delibera del dissesto finanziario! - scrive il consigliere d'opposizione - Questo è un giorno buio per la storia della nostra città, infatti Catania è il primo Comune metropolitano italiano che dichiara dissesto". "Non me la sono sentita di votare favorevolmente questo atto - continua ancora - per questo insieme al collega Zappalà siamo rimasti in aula in maniera responsabile, ma ci siamo astenuti. Non potete comprendere come mi sento: chi mi conosce sa che ho dato e continuo a dare sempre il massimo per la mia città, ma stasera in maniera impotente ho dovuto, anzi abbiamo dovuto subire una decisione dall'alto,come se qualcuno avesse spento la luce..Tutto questo per gli errori fatti negli ultimi 20 anni! Adesso dopo questo atto, la situazione sarà sempre più difficoltosa e complicata per la nostra città. Il 2019 sarà un anno con tanti interrogativi, ma non possiamo arrenderci, anzi saremo chiamati a dimostrare quanto i catanesi siano forti e combattenti. Che Dio benedica la nostra città,i nostri cittadini ed il nostro cammino verso una nuova Catania!Io ci credo!".

Il 'complotto' di Lanfranco Zappalà

Ma l'acme del pensiero politico cittadino viene raggiunto da Lanfranco Zappalà, oggi vice-presidente del Consiglio Comunale, che - reduce dal primo compleanno del suo cagnolino Diego (come si evince dal post pubblicato il giorno prima) - sconvolge i suoi followers con un'idea rivoluzionaria: il dissesto? non è stato provocato da anni di scelte amministrative sbagliate - come tra l'altro certifica la magistratura contabile - ma è colpa del governo nazionale. "A conclusione della delibera che ha certificato il dissesto della Città di Catania...io ho una mia idea : c'è in atto un'operazione politica scientifica 'ad orologeria' da parte del Governo Nazionale nei confronti della nostra Città . Non è possibile aver messo in ginocchio Catania (senza un aiuto) quando altri comuni Italiani hanno molte più difficoltà di noi. Ieri in aula si è scritta una pagina nera che nessuno potrà mai dimenticare. Insieme al collega Bottino siamo stati gli unici a non votarlo (astenendoci) e spiegando punto per punto le ragioni per non votarlo. Quali saranno gli effetti di un dissesto nessuno può oggi dirlo, certamente Catania da questa vicenda tragicomica non ne è uscita bene".

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