Dissesto, si fermano i servizi sociali per anziani e disabili

L'assessore Lombardo: "Scelta obbligata e presa a malincuore". Stoppati servizi negli istituti di ricovero per la terza età, per i disabili mentali e assistenza

Gli effetti nefasti del dissesto. Come già scritto da Catania Today la mancanza degli interventi richiesti dal Comune, da parte della Regione e dello Stato, ha portato alla sospensione - a partire da domani - di alcuni servizi essenziali. La decisione, sofferta, è arrivata per la mancanza delle coperture economiche necessarie.

Si tratta del settore più delicato per la città: i servizi sociali. In particolare la sospensione sarà prevista per i servizi negli istituti di ricovero per anziani, nelle comunità dei disabili mentali, per il trasporto dei disabili e per l'assistenza domiciliare, per l'assistenza per l'autonomia e la comunicazione degli alunni. Garantita, sino a fine maggio, invece l'assistenza igienico sanitaria per gli alunni disabili frutto già di una vertenza turbolenta avvenuta circa un mese fa.

"Abbiamo avuto una tabella di marcia nei pagamenti per questi servizi - spiega a Catania Today l'assessore Giuseppe Lombardo - che è encomiabile rispetto alla situazione di dissesto in cui ci troviamo. Questo grazie anche alla disponibilità e all'attenzione del sindaco".

Adesso, però, la coperta è corta e l'assessore Lombardo spiega che "si tratta di servizi indispensabili e garantiti dalla legge e non si può far ricadere sui cittadini e sulle fasce deboli il dissesto e le sue conseguenze". Catania ha una spesa annua di circa 18 milioni di euro per i servizi sociali e l'esponente della giunta Pogliese fa un paragone con il costo pro capite con la Capitale evidenziando i costi altamente disomogenei e molto più esosi a Roma.

"Con il bilancio ridotto all'osso - afferma Lombardo - non si ha la possibilità di trovare la sostenibilità finanziaria e confido che nei prossimi giorni si possa trovare una soluzione. E' una scelta, quella della sospesione dei servizi, che torno a ripetere di aver fatto a malincuore. Essere in dissesto non è un alibi, ma non vi sono al momento altre soluzioni".

L'unica sarebbe fare debiti su debiti fuori bilancio. Pratiche stigmatizzate dalla Corte dei Conti e che porterebbero i lavoratori delle cooperative ad ottenere i loro pagamenti chissà tra quanti anni. I numeri della crisi economica del Comune sono impietosi e a farne le spese saranno crica 250 anziani, 70 disabili mentali e 350 alunni. Più tutte le famiglie e i lavoratori.

Il presidente della commissione servizi sociali Sebastiano Anastasi ha convocato per giovedì una seduta e sicuramente si farà il punto sulla situazione. L'esponente consiliare di Grande Catania, che più volte ha sollevato in aula la vicinanza del "punto di non ritorno", spiega che "si è sempre cercato di mettere una pezza, adesso le pezze sono finite".

"Il dissesto è questo - conclude Anastasi - e va a colpire le fasce deboli della popolazione. Il sindaco ha cercato, con il vice sindaco, tutte le interlocuzioni possibili col governo nazionale chiedendo misure equilibrate per permettere al Comune di respirare. Adesso, però, non si possono pagare i servizi e capisco i genitori degli alunni o i parenti degli anziani che hanno il diritto di lamentarsi e il dovere di lamentarsi ma devono anche conoscere e capire com'è la situazione di questo ente".

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