Pensioni, i sindacati catanesi presentano il "Documento unitario"

Chiedono ai parlamentari di condividere "proposte e preoccupazioni". Focus anche sul caos "Pensioni di reversibilità": "Rischio di riduzione di prestazione per molte persone"

I segretari generali di SPI Cgil, FNP Cisl (sindacati dei pensionati) e UILP Uil, e Cgil, Cisl e Uil di Catania, presenteranno oggi il "Documento unitario pensioni" presso l'Hotel Nettuno di Catania. Le sigle chiederanno ai deputati e ai senatori della provincia di Catania, "di condividere le proposte e le preoccupazioni dei sindacati e di agire per eliminare dalla legge delega sulla povertà le norme incriminate e far pressione sul governo affinché si apra un confronto di merito sulla necessità di rendere il nostro sistema previdenziale più flessibile, eliminando quelle rigidità che non solo rendono difficile l’ accesso alla pensione ma rendono difficile anche l’accesso al lavoro per i giovani".

La proposta di riforma del sistema previdenziale del sindacato è basata sulla necessità di modificare l’attuale sistema con particolare riferimento alla tutela delle pensioni in essere con la previsione di un meccanismo di rivalutazione che tuteli il loro potere d’acquisto, falcidiato dai blocchi che si sono succeduti in questi anni, a partire dalla Fornero.

"Anche i provvedimenti assunti da questo governo in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il blocco della perequazione, voluto dalla legge Fornero, non hanno ridato ai pensionati quanto previsto dalla sentenza stessa. Ciò ha comportato nuovi ricorsi alla magistratura ordinaria che ha nuovamente rimandato il tutto alla corte Costituzionale. Si ribadisce, inoltre, la necessità che il prelievo fiscale a carico dei pensionati venga almeno equiparato a quello dei lavoratori dipendenti. Non basta, infatti, aver equiparato la no tax area dei pensionati fino a 8000 euro annui, serve che i pensionati abbiano un prelievo fiscale equo, anche in considerazione del fatto che proprio a loro è stato negato il bonus di 80 euro erogato per i lavoratori dipendenti".

Secondo i sindacati è anche "necessario ripristinare meccanismi di flessibilità nell’accesso alla pensione, a partire dall’età di 62 anni, senza scaricare i conseguenti maggiori oneri sui pensionati in essere e sui lavoratori; riconoscere il lavoro di cura delle donne, fortemente penalizzate dalla riforma Fornero; riconoscere che i lavori non sono tutti uguali. Bisognerebbe aggiornare la tipologia dei lavori considerati usuranti , dal momento che ad es. settori come quello edile non rientra tra questa tipologia".

Un esempio fra tutti? Alla voce “riordino degli interventi”, all’articolo 1 lettera b, è prevista la razionalizzazione delle prestazioni di natura assistenziale ma anche di carattere previdenziale, sottoposte alla prova dei mezzi (Pensioni di reversibilità) attualmente sottoposte al reddito IRPEF posseduto dagli eredi, coniuge superstite e figli. L’art. 3 della stessa delega alla lettera a) prevede, invece, che tali prestazioni vengano sottoposte al reddito ISEE, equiparandole a qualsiasi altra prestazione di carattere assistenziale.

"Questo vuol dire che, se restasse questa norma, - proseguono le sigle- le future pensioni di reversibilità sarebbero legate non più al reddito individuale ma a quello familiare e patrimoniale. La conseguenza inevitabile sarebbe l’accesso a questa prestazione di un numero molto ridotto di persone, non tenendo conto che la pensione di reversibilità non è una prestazione assistenziale ma un diritto di carattere previdenziale che i lavoratori pagano attraverso il versamento dei contributi. Sarebbe una “ rapina” soprattutto ai danni delle donne, la cui età media è più alta di quella degli uomini.

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