Donne e discriminazioni, dalle denuncia delle migranti alle proposte della Cgil

"Con le donne per la libertà. Spegni le discriminazioni e accendi i diritti", organizzato in occasione della Giornata delle donne, dalla Camera del lavoro e dal Coordinamento donne Cgil; un evento dedicato a tutte le donne e alla poetessa Alda Merini

“Le donne lavoratrici straniere? Se fanno le domestiche o le badanti hanno un contratto con un monte orario inferiore a quello reale. Lavoriamo 8 ore al giorno ma ce ne vengono registrate 20 settimanali.  Il resto dei contributi li paghiamo noi. Lo denunciamo oggi, in Cgil. Tutto questo è ingiusto e discriminante”. Leni Vallejo è una donna della comunità filippina a Catania e rappresenta il Coordinamento migranti della Cgil.

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È stata tra le più applaudite all’incontro di stamattina dal titolo: “Con le donne per la libertà. Spegni le discriminazioni e accendi i diritti", organizzato in occasione della Giornata delle donne, dalla Camera del lavoro e dal Coordinamento donne Cgil; un evento dedicato  a tutte le donne e alla poetessa Alda Merini. I lavori sono stati aperti, dopo i saluti del segretario generale Giacomo Rota (“l’8 marzo non è una festa - ha detto- ma una Giornata per ricordare che tanto si deve fare ancora sul terreno dei diritti”) e dopo la proiezione del  videospot sulla parità di genere dal titolo "Cambia", dalla responsabile del Coordinamento, Erica Sapienza, dalle tre delegate delle categorie Filcams (Laura Barbagallo)  e Flai (Maria Rosa Favorito) e Coordinamento migranti Cgil (Leni Vallejo), e sono stati poi proseguiti dalla segretaria confederale Pina Palella, responsabile Dipartimento Legalità e conclusi dalla segretaria confederale e responsabile delle Pari Opportunità, Margherita Patti. Ospiti: Angelo Villari (assessore comunale Welfare) e l’assessore comunale alle Pari Opportunità di Aci Castello, Ornella Cannavò; l’assessorato comunale alle Pari Opportunità di Catania, impossibilitata ad intervenire, ha inviato un funzionario.   Per l'occasione è stato anche proiettato il video "Donne in movimento", a cura della Cgil Donne giovani, che ha ripercorso la storia delle donne grazie ad un collage di foto, musica e testi.

La denuncia di Leni è paradigmatica: le straniere vengono discriminate e sfruttate, anche a Catania, in nome di un contratto che consente loro di rimanere in Italia: “La Cgil è per noi un luogo di confronto e di conoscenza dei nostri diritti. Il nostro è un lavoro “grigio”, poiché abbiamo un contratto ma con contenuti che non combaciano con il vero monte ore di lavoro. Noi accettiamo per assicurarci il permesso di soggiorno – conclude Leni-  e nel frattempo spesso siamo costrette a cercare un altro datore di lavoro , per un altro contratto, pagando noi stessi contributi per arrivare a quanto richiesto dalla legge”.

Una situazione incresciosa, segnalata con coraggio. Ma la discriminazione sul lavoro non è solo a carico delle straniere, probabilmente le più deboli del tessuto sociale. “Il problema riguarda tutte le donne, in tutti i settori- segnala Erica Sapienza-  per questo oggi chiediamo alle istituzioni una “cabina di regia” tutta catanese dove elaborare i passi necessari per costruire una “città conciliante”. Non crediamo che si tratti di un sogno. Il sindaco Bianco è presidente della delegazione italiana del Comitato regioni e il Comune potrebbe diventare il luogo per attivare un forum delle buone prassi, naturalmente insieme a tutti gli enti, Università  e scuola compresa. E a tutte le  amministrazioni comunali del Catanese, chiediamo la modifica dello Statuto per aderire alla Convenzione di Istanbul per le violenze domestiche”.

Ma il dibattito sulle donne punta anche a temi quali la salute, il confronto tra generazioni di donne ( “si è spezzato un filo che dobbiamo ricucire”, dicono in molte), il diritto all’istruzione, la lotta alla violenza domestica e nella società, la possibilità di portare avanti il lavoro di cura familiare, per esempio grazie alla 104, senza paura di essere penalizzate sul lavoro. E ancora, donne e povertà, economia, ambiente e media.

Per Laura Barbagallo della segreteria Filcams, “i datori di lavoro non perdono occasione per far pesare sulle nostre spalle la crisi”, mentre per  Maria Rosa Favorito “è necessario fare battaglia su problemi reali, sulla grossa fetta di lavoro in nero, visto che l’ evasione fiscale ammonta a 250 ml d di euro annui”. Pina Palella ha ricordato le figure storiche, forti e carismatiche di alcune donne siciliane che hanno segnato la storia del coraggio  e dell’emancipazione. “Tra queste anche c'era  Francesca Serio- racconta la Palella-  passata alla storia per    essersi opposta agli stereotipi di donna del suo tempo, per essere stata la madre di Turiddu Carnevale e per aver combattuto con la bandiera rossa e con lo scopo di far arrestare i responsabili della morte del figlio, sindacalista ucciso della mafia”. Storia belle e dure, come quelle di Rita Atria  o di Ninetta Burgio. Nella sua conclusione, Margherita Patti risponde su come dovrebbe essere, secondo la Cgil, un welfare a misura di donna a Catania.

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“Susanna Camusso, primo segretario donna della Cgil, ha detto più volte che il welfare è uno strumento per creare lavoro e così dovrebbe essere anche a Catania. –spiegano Sapienza e Patti- Ma in Italia, a differenza del Nord Europa, si fa fatica ad accettare l’idea che il nostro Paese possa essere fondato sui cittadini-persone, e non sulla famiglia. E quindi ad accettare che il welfare non va sostituito con il lavoro familiare che ricade sulle donne. Le donne non si sottraggono ma a Catania manca il sostegno degli asili nido, della rete ospedaliera e chiedere un  permesso per accudire una persona della famiglia malata, è un miraggio”.

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