Cronaca

Dopo l'incidente mortale via Orto dei Limoni, Legambiente Catania chiede sicurezza e mobilità sostenibile

"Come risulta chiaramente dall'ultimo dossier di Legambiente sulla sicurezza stradale in Italia, Catania è fra le città con più incidenti stradali", si legge nella nota di Legambiente

Legambiente Catania è profondamente colpita dalla morte della donna investita da un automobilista in via Orto dei Limoni. "In attesa che le autorità competenti verifichino l'accaduto, emerge, in ogni caso la carente attenzione da parte dell'amministrazione comunale e degli enti preposti per la manutenzione della segnaletica stradale, soprattutto di quella orizzontale, assente in tutte le strade cittadine da ormai un anno. Come risulta chiaramente dall'ultimo dossier di Legambiente sulla sicurezza stradale in Italia, Catania è fra le città con più incidenti stradali", si legge nella nota di Legambiente. Con un tasso di mortalità pari a 4,8 e con 1.116 incidenti su strade urbane nel 2019 è chiaro come, nella nostra città, la tutela della sicurezza stradale non sia considerata tra le priorità dagli amministratori. "La giustificazione è sempre la stessa: mancano i fondi. Tuttavia la normativa di settore è chiara: i proventi delle sanzioni relative al Codice della Strada devono essere utilizzati per la manutenzione della segnaletica stradale, del manto stradale e delle strade in generale, nonché del posizionamento di attività di controllo e accertamento delle violazioni, oltre che per interventi a favore degli utenti deboli della strada, e per eventuali attività volte a migliorare l’educazione stradale. E poi l'Europa eroga ogni anno milioni di euro finalizzati ad una mobilità nuova, migliore e più sostenibile che punti sostanzialmente alla decongestione del traffico privato in città incentivando soprattutto il trasporto pubblico", continua la nota. A questo proposito il circolo Legambiente si chiede che fine abbiano fatto i progetti per incentivare il trasporto pubblico locale attraverso la realizzazione di ulteriori linee del BRT oltre quelle già esistenti, in particolare quella del viale Mario Rapisardi annunciata in pompa magna dal sindaco e che si sarebbe dovuta realizzare utilizzando fondi europei. “Rileviamo che c' è un nesso diretto fra sicurezza stradale e politiche di mobilità sostenibile- afferma Viola Sorbello, presidente del circolo Legambiente Catania, a differenza di gran parte delle città europee ed italiane, la nostra città registra una assenza totale di politiche finalizzate a eliminare la mobilità privata motorizzata: nessuna Zona 30, nessuna corsia ciclabile, nessuna strada scolastica, pochissime corsie preferenziali dedicate ai mezzi pubblici, BRT in stand-by, nessun servizio di bike sharing, pochissime pedonalizzazioni e scarsamente rispettate, non ci meravigliamo quindi che a Catania abbiamo anche un alto indice di incidentalità stradale". “Catania sconta una palese mancanza di programmazione sul tema della mobilità,- afferma il responsabile della mobilità del circolo di Legambiente Catania, Amedeo Paladino-, a cominciare dal grave ritardo nell’iter per il Pums, Piano Urbano della Mobilità sostenibile, uno strumento programmatico normato dalla legge e derivante da direttive dell’Unione Europea, di cui tutti i grandi Comuni devono dotarsi la cui scadenza per la redazione è ormai prossima.”

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