Azzerata piazza di spaccio a San Giovanni Galermo: due "turni di lavoro" e ruoli ben definiti

L'organizzazione gestiva circa 200 cessioni giornaliere di marijuana per un incasso stimato in 2 mila euro al giorno: 13 soggetti coinvolti

È il celebre film di Abel Ferrara a dare il nome all'operazione della squadra mobile che ha smantellato un'altra piazza di spaccio operativa nell'hinterland catanese. A giocare il ruolo da protagonista nell'attività di vendita delle “stecchette” di marijuana in via Balatelle, al confine tra San Giovanni Galermo e Mascalucia, era Orazio Tenente, il quale nonostante la giovane età gestiva pusher, vedette e turni di lavoro, con il supporto del suo braccio destro, il fratello Luigi Tenente.

La polizia, su delega della direzione distrettuale antimafia di Catania, ha eseguito l'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip per i delitti di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, nei confronti di 13 soggetti, di cui 6 in carcere, 2 agli arresti domiciliari e 5 sottoposti all’obbligo di presentazione all’autorità di pubblica sicurezza.

I nomi degli arrestati

L’indagine, avviata nel maggio del 2017 dalla squadra mobile di Catania e dal commissariato “Nesima” con il coordinamento della Procura Distrettuale Antimafia, si è incentrata su una delle piazze di spaccio del quartiere di San Giovanni Galermo. Nel corso dell’attività d’indagine sono stati acquisiti elementi di prova dell'esistenza di un gruppo ben organizzato che gestiva con regolarità e costanza lo spaccio di marijuana con una perfetta distribuzione di compiti tra pusher, vedette e custodi dello stupefacente.

I pusher in azione

“L'importanza di operazioni come questa - ha sottolineato il capo della Squadra Mobile Marco Basile – sta nel restituire ai residenti delle zone che sono interessate da questi fenomeni di criminalità, la possibilità di appropriarsi degli spazi pubblici, senza dover subire la presenza degli spacciatori. Si tratta dunque di un'ulteriore risposta alla delinquenza diffusa in città”.

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I dettagli dell'operazione sono stati illustrati dal funzionario della Squadra Mobile Paolo Lisi: “L’attività di spaccio, distribuita su due turni (dalle 10 alle 14 e dalle 15 alle 20), avveniva all’interno dei portici dei palazzi con un giro di circa 200 cessioni giornaliere per un totale di circa 2mila euro di incasso giornaliero. La sostanza stupefacente veniva occultata all’interno di una botola in ferro appositamente ricavata nel terreno in cui i vari pusher si rifornivano durante i due turni di spaccio. Grazie all'installazione di videocamere nei pressi delle zone interessate – ha spiegato ancora Lisi – siamo riusciti a riprendere per mesi il fiorente traffico di stupefacenti, ottenendo prove certe in ordine alla responsabilità degli arrestati”. 3 pusher e una vedetta a turno che provvedevano inoltre a rifornire le tre botole “cassaforte” ogni volta che veniva esaurito il carico. I tempi di intervento sono stati particolarmente brevi in attuazione di un consolidato protocollo di indagini seguito dalla Direzione Distrettuale Antimafia per contrastare il fenomeno delle piazze di spaccio a Catania. Le indagini sono infatti iniziate il 29 ottobre 2018 e dopo circa un anno è stata già eseguita l’ordinanza cautelare.

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