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Droga per il mercato ennese: arrestati i referenti dei clan "Cappello" e "Cursoti"

Operazione dei carabinieri sull'asse Catania-Enna: sgominato il canale di approvvigionamento di cocaina e marijuana per la piazza di spaccio nel comune di Barrafranca

Questa mattina a i carabinieri del comando provinciale di Enna, insieme al personale del comando provinciale di Catania, intervenendo congiuntamente a Barrafranca in provincia di Enna e a Catania, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip su richiesta della Dda di Caltanissetta, a carico di 12 soggetti, indagati a vario titolo, di traffico di stupefacenti e associazione a delinquere di stampo mafioso. Le indagini nascono dallo sviluppo dell'operazione “Ultra”, eseguita lo scorso 1 luglio ed ha consentito di individuare un canale di rifornimento di sostanza stupefacente (sia marijuana che cocaina) di una delle piazze di spaccio presenti a Barrafranca, gestita da Salvatore Strazzanti e da sua moglie Luigia Bellomo, già raggiunti da ordinanza cautelare nell’ambito della prima operazione. L’articolata attività investigativa, condotta dai carabinieri di Piazza Armerina, ha consentito in particolare di identificare compiutamente i soggetti catanesi, affiliati o contigui ai clan mafiosi “Cappello” e “Cursoti-Milanesi” che, a seguito di preventivi contatti con gli esponenti di vertice della famiglia mafiosa di Barrafranca, avevano poi intrapreso rapporti di tipo “operativo”, finalizzati al rifornimento di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, con chi materialmente gestiva una delle piazze di spaccio nel comune barrese. E' stato poi rilevato come i diversi canali di rifornimento dello stupefacente venivano gestiti in modo parallelo, contemporaneo e con una certa intercambiabilità, confermando come i due gruppi di fornitori catanesi operassero, nel settore dello stupefacente, all’unisono e nel medesimo ambito cronologico e territoriale.

Il monitoraggio dei canale di approvvigionamento ha consentito inoltre di far comprendere, in ragione della frequenza delle consegne di stupefacente, l’importanza strategica della “piazza di spaccio” di Barrafranca che attirava consumatori anche al di fuori della provincia di Enna. Tale dato di fatto è riscontrato, oltre che dalla caratura criminale dei soggetti catanesi coinvolti nel traffico illecito, anche dalla circostanza che costoro provvedevano a consegnare “a domicilio" la droga presso l’abitazione dello Strazzanti a Barrafranca e a riscuoterne i pagamenti. 

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