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Domenica, 4 Dicembre 2022
Cronaca

Poliziotti corrotti spacciavano la droga sequestrata: tre arresti

Due poliziotti in carcere, di cui uno è catanese, e uno agli arresti domiciliari nell'ambito di una indagine antidroga della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Catania e della Procura di Siracusa: gli indagati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti

Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania ha disposto misure restrittive nei confronti di quattro persone, indagate, a vario titolo, per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti e psicotrope e, tra gli altri, corruzione, peculato e falso in atto pubblico. Custodia cautelare in carcere per Rosario Salemi, 51 anni, già in quiescenza e Giuseppe Iacono, 58 anni, in servizio alla Polfer di Siracusa. Sequestro preventivo a loro carico, rispettivamente, per un importo pari a 209mila 908 euro e a 374mila euro. Arresti domiciliari per un vice ispettore di polizia Claudia Catania, 54 anni e per Vincenzo Santonastaso, 51 anni di Noto, quale complice. Indagato anche un carabiniere, in servizio a Siracusa, per rivelazione di segreto d'ufficio in concorso.

Le indagini

Nel corso dell’attività investigativa coordinata dalla Procura di Siracusa nel biennio 2019-2020, è emersa la stretta vicinanza di due dei tre appartenenti precedentemente in servizio presso la sezione Antidroga della squadra mobile ai familiari di uno dei maggiori esponenti di una piazza di spaccio siracusana, poi divenuto collaboratore di giustizia. Contestualmente, nel corso dell’attività d’indagine coordinata dalla Dda, delegata al nucleo Pef della guardia di finanza di Catania, i finanzieri delle unità specializzate del Gico hanno accertato che dal 2011 al 2018, i pubblici ufficiali avrebbero contribuito a rifornire abitualmente le locali piazze di spaccio in virtù del rapporto illecito creato con due esponenti di spicco delle associazioni criminali dedite al traffico di stupefacenti, poi divenuti collaboratori di giustizia.

"Il modus operandi"

Gran parte della sostanza stupefacente che sarebbe stata ceduta dietro corrispettivo dai poliziotti a tali referenti, proveniva dai sequestri eseguiti nel corso di indagini e sottratta all’esito delle analisi di laboratorio effettuate sui campioni, prima del deposito presso l’ufficio corpi di reato del Tribunale di Siracusa. La sostanza stupefacente sequestrata veniva sostituita con materiale di ogni genere, come mattoni di terracotta al posto dei panetti di hashish o mannitolo in luogo della cocaina. Inoltre, anche al fine di consentire la prosecuzione dei traffici illeciti, i poliziotti, nel corso degli anni, avrebbero garantito l’impunità ai propri sodali, rivelando agli interessati l’esistenza di indagini a loro carico della Procura di Siracusa e della Dda di Catania, comprese specifiche informazioni in merito a intercettazioni in atto, idonee a pregiudicarli, e ai luoghi dove erano installate microspie delle Forze dell’Ordine, nonché i contenuti dei verbali di collaboratori di giustizia.

Oltre ai proventi derivanti dalla fornitura di sostanze stupefacenti, gli indagati sarebbero stati tra loro legati anche da un rapporto corruttivo stabile e duraturo, ricevendo dai referenti della piazza di spaccio remunerazioni periodiche per le informazioni fornite e il sostegno garantito. Il quadro probatorio ricostruito, in una fase del procedimento nel quale non è ancora instaurato il contradittorio delle parti, avrebbe trovato positivo riscontro anche nelle indagini patrimoniali, che avrebbe permesso di accertare, per due dei tre poliziotti, una notevole sproporzione tra i redditi percepiti e il loro tenore di vita.

Il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Catania ha emesso apposita ordinanza con cui ha disposto: la custodia cautelare in carcere per due poliziotti, uno dei quali in quiescenza e l’altro ancora in servizio presso la Polfer di Siracusa, nonché il sequestro preventivo a loro carico, rispettivamente, per un importo pari a 209.908 euro e a 374.000 euro; gli arresti domiciliari per un vice ispettore di polizia e un cinquantenne di Noto, quest’ultimo complice nel recente traffico degli stupefacenti messo in atto da due dei pubblici ufficiali coinvolti. Le misure cautelari personali sono state eseguite congiuntamente da appartenenti alla Polizia di Stato e alla Guardia di finanza.

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