Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Un incendio per disfarsi delle cimici, smantellate due piazze di spaccio: 16 arresti

Un incendio per disfarsi delle cimici. E' uno dei retroscena dell'operazione antidroga condotta dai carabinieri del comando provinciale di Catania che ha permesso di smantellare due distinte organizzazioni criminali, attive a Gravina di Catania, Mascalucia e in zone limitrofe

Dalle prime ore del mattino, su delega della Procura etnea, i carabinieri del comando provinciale di Catania, supportati da personale del nucleo cinofili di Nicolosi e del XII° Reggimento carabinieri Sicilia, stanno eseguendo un provvedimento restrittivo emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catania, nei confronti di 16 persone indagate, a vario titolo, per i reati di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. L’attività di indagine, condotta dalla compagnia dei carabinieri di Gravina di Catania da aprile ad agosto 2019, ha permesso di individuare due distinte organizzazioni criminali - operanti principalmente sulla via Francia di Gravina di Catania, nonché sul territorio del comune di Mascalucia e in zone limitrofe - rispettivamente dirette da Giuseppe Nicolosi, alias “Kawasaki” e Roberto Cerami, che si spartivano il territorio per lo spaccio di “cocaina” e “marijuana”. Le investigazioni, effettuate mediante attività tecniche e dinamiche, supportate dalle dichiarazioni di alcune persone informate dei fatti, hanno consentito di far emergere l’operatività dell’associazione finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, di cui si è potuto delineare in dettaglio la struttura, le posizioni di vertice, i ruoli dei singoli membri, nonché le dinamiche gestionali con cui il gruppo operava e gestiva la “piazza di spaccio”.

"Le donne gestivano la contabilità"

I nomi degli arrestati

L’attività permetteva di sequestrare ingenti quantitativi di stupefacente, grazie al monitoraggio della numerosa clientela dei due gruppi criminali. Nel corso delle indagini, a seguito di ripetuti interventi di riscontro effettuati dall’Arma dei carabinieri, l’indagato Nicolosi, sospettando di essere monitorato, si dava alla ricerca, poi risultata fruttuosa, di eventuali apparecchi di captazione audio-video occultati nella prossimità dell’area di spaccio da lui gestita. A seguito del rinvenimento delle microspie si registrava l’iniziativa di uno degli indagati (non colpito dal provvedimento restrittivo), vicino a Nicolosi, il quale non esitava ad incendiare un’area a verde attigua al civico 2 di via Francia nel presumibile tentativo di distruggere eventuali telecamere presenti, mettendo così in serio pericolo anche l’incolumità delle persone residenti. L’incendio, infatti, veniva domato solo grazie all’intervento dei vigili del fuoco. Da qui la contestazione a carico dell’autore di tale gesto della condotta delittuosa di cui all’art.423 bis c.p.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Un incendio per disfarsi delle cimici, smantellate due piazze di spaccio: 16 arresti

CataniaToday è in caricamento