Duplice omicidio alla Piana, condotto in carcere il guardiano del fondo

Il gip del tribunale di Catania ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Giuseppe Sallemi, accusato del duplice omicidio di Massimiliano Nunzio Casella e di Vincenzo Agatino Saraniti

La polizia di Stato ha dato esecuzione al decreto di fermo di indiziato di delitto emesso nei confronti di Giuseppe Sallemi, ( poiché gravemente indiziato degli omicidi volontari di Massimiliano Nunzio Casella e di Vincenzo Agatino Saraniti (cl. 2001), del tentato omicidio di Gregorio Signorelli e del porto illegale in luogo pubblico di arma da fuoco. Il provvedimento restrittivo è stato emesso sulla base di indagini coordinate dalla procura della repubblica di Catania e dalla procura della repubblica di Siracusa ed eseguite dalla squadra mobile. Le investigazioni erano state avviate la notte tra il 9 e il 10 febbraio in seguito al ferimento di Gregorio Signorelli, attinto all’addome e al braccio sinistro da colpi di fucile.

La polizia si è quindi recata presso il pronto soccorso del locale ospedale “Garibaldi Centro” dove è giunto Signorelli, accompagnato da un conoscente. Da una prima ricostruzione dei fatti, gli investigatori hanno compreso che l’episodio era avvenuto nelle campagne tra Scordia e Lentini, in cui la vittima stava portando via degli agrumi con la complicità di altri due presunti ladri. Si era poi proceduto al rinvenimento, in contrada San Giovanni di Lentini, dei corpi privi di vita di Casella e di Saraniti, colpiti anch’essi, da colpi di fucile. In questo contesto, la mobile di Catania ha individuato come omicida Giuseppe Sallemi, custode dei fondi agricoli e titolare di una licenza per porto di fucile ad uso caccia. L’assassino è stato pertanto intercettato all’interno della sua abitazione di Scordia, dove deteneva un fucile marca Bernardelli calibro 12 che è stato sottoposto a sequestro, e condotto presso gli uffici della squadra mobile di Catania. In tale sede, ha rilasciato spontanee dichiarazioni, confessando di avere esploso col proprio fucile, nel corso della serata precedente, diversi colpi all’indirizzo di tre soggetti da lui sorpresi ed inseguiti.

A dire di Sallemi, la propria condotta sarebbe avvenuta in quanto gli uomini lo avrebbero intimorito con minacce di morte ed avrebbe pertanto sparato verso di loro ad una distanza di circa 15 metri per allontanarli. Sallemi ha poi confermato le proprie dichiarazioni in sede d’interrogatorio, reso alla presenza dei sostituti procuratori di Catania e di Siracusa e del proprio difensore di fiducia. Alla luce di quanto esposto, al termine dell’interrogatorio, sulla base del quadro probatorio acquisito, è stato emesso il decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di Giuseppe Sallemi, il quale, dopo le formalità di rito, è stato associato presso la casa circondariale di “Piazza Lanza”. Oggi il gip del tribunale di Catania ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei suoi confronti, dichiarando la competenza territoriale del tribunale di Siracusa. Sono in corso ulteriori accertamenti investigativi mirati a far luce sul movente e sull’esatta dinamica dei fatti, anche in ragione degli accertamenti medico-legali che da una preliminare analisi esterna hanno rilevato che i colpi risultano esplosi a distanza ravvicinata.

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