Cronaca

Dusty, arrivata la richiesta di archiviazione per Rossella Pezzino

Le somme dissequestrate torneranno a breve nella disponibilità di Dusty

E' arrivata la richiesta di archiviazione per l’amministratore unico di Dusty,Rossella Pezzino, cha aveva ricevuto un sequestro di oltre 2 milioni di euro lo scorso 27 novembre, per imposte non versate. La richiesta del pm, Fabio Regolo, fa seguito al provvedimento di dissequestro dei fondi notificato nei giorni scorsi e scaturito dall’attestazione di avvenuta compensazione delle imposte rilasciata da Riscossione Sicilia. La compensazione è stata perfezionata grazie all’entrata in vigore dell’apposito provvedimento, inserito nel decreto fiscale pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 24 dicembre. Dusty ha potuto così compensare le imposte relative alle ritenute operate e certificate nei confronti dei dipendenti per l’anno d’imposta 2015 e ammontanti a complessivi 2.312.454, con una parte dei crediti, circa 15 milioni, vantati nei confronti della pubblica amministrazione. Le somme dissequestrate torneranno a breve nella disponibilità di Dusty. “Si avvia a conclusione una vicenda doppiamente paradossale innescata da due inadempienze da parte dello Stato” sottolinea Rossella Pezzino de Geronimo, amministratore unico di Dusty. “Va ricordato – prosegue - che nel 2015 la Dusty vantava crediti per circa 50 mln, nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Una esposizione “monstre” che non ci ha consentito di versare le imposte e con l’ulteriore beffa di contratti e capitolati d’appalto che prevedevano, solo sulla carta, tempi certi e celeri per i pagamenti dei servizi resi”. “A ciò - continua Rossella Pezzino de Geronimo - è seguita la notifica delle cartelle datata maggio 2019 (con oneri cresciuti anche del 40%) cui abbiamo dato seguito con la rateizzazione, in attesa del provvedimento di autorizzazione alla compensazione che era atteso a inizio 2019 ed, invece, è stato approvato in extremis solo alla fine dell’anno”. Rossella Pezzino de Geronimo continua sottolineando la necessità che “nei rapporti fra pubblica amministrazione e aziende venga concretamente ristabilito il principio di reciprocità. Se la pubblica amministrazione, a fronte di servizi puntualmente resi, non eroga i pagamenti nei tempi prescritti non è più tollerabile che amministratori e imprese vengano ulteriormente colpiti con il reato di “omesso versamento di ritenute certificate e dovute” e gravati da sanzioni e interessi per il ritardato versamento delle imposte. Al danno della ritardata e/o mancata remunerazione dei servizi prestati non può aggiungersi la beffa di un reato penale e di costi che, con le cartelle, crescono del 40%. Sul tema intendo avviare una serie di azioni – conclude - per sensibilizzare il legislatore sulle storture del sistema di cui finiscono per pagare il conto solo le aziende e, per ricaduta, i lavoratori e tutto l’indotto”.

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