Ebola e Sicilia, "Quinta Colonna" a Catania per l'emergenza sbarchi

"Come sindacato- spiega Calogero Coniglio segretario regionale del sindacato CNI-FSI- abbiamo lanciato l'allarme già lo scorso agosto. La regione Sicilia non è pronta ad affrontare questa emergenza. La redazione di 'Quinta Colonna' ha accolto il nostro appello"

Le regioni italiane più esposte geograficamente al rischio di importazione della malattia da virus Ebola sono le regioni costiere presso le cui aree portuali sbarcano periodicamente clandestini provenienti dai Paesi africani. In primis, quindi, la Sicilia. 

"Come sindacato- spiega Calogero Coniglio segretario regionale del sindacato CNI-FSI Coordinamento Nazionale Infermieri aderente alla Federazione Sindacati Indipendenti e delegato regionale della F.S.I.-  abbiamo lanciato l'allarme già lo scorso agosto. La regione Sicilia non è pronta ad affrontare questa emergenza. E' necessario istituire una task force costituita da medici e infermieri pronti, volontariamente, all'emergenza fuori dall'orario di servizio. Il personale ospedaliero medico infermieristico non può lasciare certo gli ospedali. La reperibilità, infatti, tutela il dipendente solo dentro l'ospedale. La redazione di 'Quinta Colonna' ha accolto il nostro appello. Lo scorso giovedì, la troupe del noto talk show di Mediaset ha trascorso un’intera giornata con noi per documentare l'emergenza che riguarda la Sicilia".

La puntata che andrà in onda questa sera,  alle ore 21.15 su Rete 4, è stata registrata durante gli sbarchi ad Augusta e Catania. Un viaggio tra porti, aeroporti e ospedali. 103 immigrati, adulti donne e bambini, al porto di Augusta, portati da un enorme mercantile coreano. Il racconto dei rischi del personale sanitario e delle forze dell’ordine.

Nel servizio la Fsi-Cni denuncia la mancanza, in Sicilia - paradossalmente dove avvengono gli sbarchi di migliaia di immigrati al giorno provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente- di strutture idonee per un’eventuale epidemia. Una sola ambulanza della Croce Rossa al Porto, mancanza di maschere FFP3 (livello massimo contro i virus) e di tute di sicurezza classe 3, termometri funzionanti a distanza assenti negli ospedali. Mancano i centri di isolamento, le sale filtro, ambulanze ad alto bio contenimento, protocolli, linee guida. Non ci sono reparti di malattie infettive ad Augusta, 

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"Noi infermieri - spiega Coniglio insieme con il dirigente sindacale Fsi-Cni Asp Siracusa Giuseppe Spada- siamo veramente preoccupati,Abbiamo bisogno di informazioni, chiarimenti e soprattutto tanta formazione. Non conosciamo segni, sintomi e trattamenti del virus. E soprattutto, a 3 mesi del nostro “allerta ebola” la regione siciliana non ha adottato nessun provvedimento preventivo negli ospedali a tutela di personale e paziente".

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