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Ebola, il medico contagiato non potrà incontrare la famiglia: comunicherà via telefono

Primo bollettino medico dallo Spallanzani: "Febbre a 39, ma nessuna disidratazione. Ogni giorno daremo informazioni, ma rispettate la privacy"

Febbre a 39 con brividi, ma nessun segno di disidratazione cutanea. A riferirlo è l'ospedale Spallanzani dove questa mattina è arrivato il medico catanese di Emergency contagiato dall'Ebola in Sierra Leone.
 
Il medico della Ong, secondo quanto riferito dai sui colleghi dello Spallanzani "riferisce da giovedì 20 novembre un unico episodio di vomito e diarrea senza presenza di sangue, associato ad astenia e febbricola". La febbre, prosegue il bollettino, è comparsa domenica 23 novembre, regredita però dopo l'assunzione di antipiretici. Oggi presenta "malessere generale con iperemia congiuntivale, fegato e milza nella norma, torace senza rumori patologici".

CONFERENZA STAMPA - Durante una conferenza stampa il commissario straordinario dello Spallanzani Velerio Fabio Alberti "daremo informazioni sul paziente ed invitiamo tutti al massimo rispetto della privacy". Riferendosi invece alle condizioni psicologiche del paziente, Ippolito ha affermato che lo stesso medico "come reso noto dai media, ha rassicurato la famiglia. Si tratta - ha concluso - di una persona di grande equilibrio, che ha interagito con il personale".

COMUNICAZIONE CON LA FAMIGLIA – Sempre il direttore dello Spallanzani Ippolito ha riferito che il paziente “potrà comunicare con la famiglia solo via telefono. Non sono previsti incontri".

IL CONTAGIO – Presente in conferenza stampa anche Cecilia Strada, presidente di Emergency: “Non è stato possibile ricostruire come e' avvenuto il contagio in Sierra Leone del nostro medico. Abbiamo deciso per una questione di privacy di non fornire informazioni dettagliate su chi e' lui- ha aggiunto Strada- Possiamo però dire che ha 50 anni, è un infettivologo e ha già lavorato con Emergency. Era alla sua prima missione in Sierra Leone, dove era giunto il 28 settembre". Secondo quanto si apprende era partito un mese e mezzo fa spinto dal desiderio di assistere le popolazioni che fronteggiano l'Ebola in condizioni difficilissime. Fino a poche ore fa il profilo facebook dell'uomo risultava attivo e riportava come foto profilo una vignetta di Vauro sull'Ebola.

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