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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Cronaca

Rissa con sparatoria all'Ecs Dogana, indagato il cantante neomelodico Niko Pandetta

Sebbene a carico del trapper accusato di rissa aggravata "ci siano indizi sufficienti per potere ipotizzare un concorso esterno", scrive il gip Pietro Currò, la mancata partecipazione materiale alla colluttazione esclude il ricorso alla misura cautelare che viene rigettata. Al vaglio degli inquirenti il suo ruolo di mandante

Un duetto saltato tra Nicolò Rapisarda, in arte Tony Effe e Niko Pandetta. Sarebbe stato questo il motivo da cui è scaturita la rissa degenerata nella sparatoria del 21 aprile all'Ecs Dogana. In quello che è stato un regolamento di conti tra clan: i Cappello-Bonaccorsi e i Carcagnusi. I due trapper neomelodici si sarebbero messi d'accordo per esibirsi in coppia sul palco del noto locale all'interno del porto di Catania dove era già in programma il concerto di Tony Effe. L'accordo però non è piaciuto ai "ragazzi 'delle Salette'" - il gruppo di Intravaia vicino ai Carcagnusi -, che hanno occupato il palco proibendo al neomelodico e nipote del boss Turi Cappello di cantare. 

Una circostanza che ha mandato su tutte le furie il gruppo capeggiato da Sebastiano Miano, meglio noto come Piripicchio, che si è adoperato per cercare di fare cantare Pandetta. In breve tempo il palco è stato occupato da due diverse fazioni in un litigio che anticipa la sparatoria. Si contrapponevano così Vincenzo Pandetta, Sebastiano Miano, Giuseppe Santo Patanè, Gabriele Gagliano e Danilo Salvatore Napoli in difesa di Pandetta e Gaetano Salici e i minorenni Intravaia Filippo e Antony D'Amato dall'altra. 

"Ma dovete anche litigare qui dentro, dopo che entrate omaggio, bevete gratis e non fate cantare un artista dove ci sono delle persone che hanno pagato per vederlo?". Le parole pronunciate da uno dei soci dell'Ecs Dogana, secondo le dichiarazioni fornite agli inquirenti avrebbero convinto le compagini ad abbandonare il palco lasciando spazio all'esibizione di Effe. Ma non di Pandetta. Che, quella sera, non è riuscito a cantare neanche un brano. L'antefatto risale a qualche sera prima quando c'è il primo rifiuto da parte del gruppo di Intravaia, da cui sarebbe nata una colluttazione e Pandetta avrebbe urtato facendo cadere a terra la fidanzata di Luigi D'Avola, cugino di Cristian dei Carcagnusi.

Secondo gli inquirenti la mancata esibizione avrebbe spinto il neomelodico a organizzare la vendetta, ponendosi come mandante della sparatoria, sebbene non abbia poi partecipato materialmente alla rissa. Circostanza, quest'ultima, che ha convinto il gip a rigettare la richiesta di misura cautelare della procura nei confronti di Pandetta. Anche se "il quadro investigativo consente di ritenere sussistenti seri indizi di un suo concorso esterno sul piano morale - scrive il gip - è innegabile che quella notte la presenza di Pandetta sul luogo non sia stata, per così dire, statica". 

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