Ape agevolata, Albanella: "Per migliaia di edili catanesi significa non poter andare in pensione"

La parlamentare catanese Luisa Albanella sta raccogliendo l'appello lanciato nei giorni scorsi dai lavoratori del settore dell'edilizia, dopo il respingimento dell'emendamento relativo alla pensione degli edili,cosiddetta Ape agevolata.

“La legge di stabilità approvata dalla Camera dei Deputati contiene molti elementi qualificanti, frutto di un un processo complesso svolto in Commissione Lavoro; ma condivido le preoccupazioni dei sindacati e ritengo necessari alcuni aggiustamenti, sperando che in Senato, dove è in discussione il testo, possano essere apportati”. Lo dichiara la parlamentare nazionale del partito democratico Luisa Albanella, componente della commissione lavoro, raccogliendo, in particolare, l’appello lanciato nei giorni scorsi dai lavoratori del settore dell’edilizia, dopo il respingimento dell’emendamento relativo alla pensione degli edili, cosiddetta Ape agevolata.

“Per i lavoratori del Sud, e per le migliaia di edili catanesi – commenta la parlamentare Luisa Albanella –significa essere tagliati fuori da qualsiasi possibilità di poter andare in pensione per anzianità”. “Il sistema pensionistico varato, basato su di un prestito previdenziale che il pensionato dovrà impegnarsi a restituire entro vent'anni dalla sua erogazione, prevede anche l’Ape agevolata – spiega la parlamentare democratica – che è sempre indirizzata a tutti coloro che abbiano raggiunto l'età anagrafica di 63 anni, un'anzianità contributiva di almeno 36 anni e che abbiano svolto negli ultimi 6 anni lavoro continuativo, ma senza che sia prevista la restituzione del prestito”. “Queste condizioni di accesso– sottolinea la deputata Albanella –rappresentano uno scoglio insormontabile per i lavoratori edili che vivono in una realtà difficile come quella del Mezzogiorno e, in particolare, della nostra martoriata provincia etnea, le cui condizioni di discontinuità, di crisi delle costruzioni, non permettono certo l’utilizzo di tale strumento”.

“Il lavoro svolto in commissione ha segnato una nuova stagione di apertura al confronto con i sindacati da parte del Governo. Un cambio di rotta che abbiamo stimolato, prima e sostenuto, poi. Ne abbiamo difeso i risultati – ribadisce – ma adesso è necessario che al Senato si continui nella giusta direzione”. “Con l’approvazione del testo, abbiamo ottenuto dei miglioramenti rispetto all’impianto iniziale della legge – ricorda la deputata catanese – migliorando in primo luogo l’ottava salvaguardia, per i lavoratori esodati, aumentando di 3 mila unità il numero dei salvaguardati; abbiamo introdotto un emendamento sulla Opzione Donna: adesso include nella normativa anche le lavoratrici che hanno compiuto 57 o 58 anni nell’ultimo trimestre del 2015; Abbiamo cancellato la tassa sui licenziamenti in caso di cambio appalto con l’utilizzo della clausola sociale; Abbiamo condiviso l’impostazione relativa a temi come la previdenza, il lavoro e la lotta alla povertà - il cui Fondo cresce di 150 milioni di euro -, sui quali ci siamo battuti a lungo”.

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“Si ampliano, inoltre, i benefici previdenziali per i centralinisti telefonici non vedenti; si consente il cumulo gratuito dei contributi tra i vari fondi, comprese le casse professionali. Vengono stanziati 30 milioni di euro per gli ammortizzatori sociali del settore dei call center e previste norme che disincentivano le delocalizzazioni. Vengono previsti congedi retribuiti per le lavoratrici autonome vittime di violenza”.

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