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Cronaca

Educazione alla legalità e dispersione scolastica: il liceo Galilei incontra il prefetto Librizzi e il giudice Di Bella

Povertà educativa, cultura, solidarietà, scuola e quartieri periferici sono stati i temi protagonisti questa mattina nell’incontro tra gli alunni delle V classi del Liceo scientifico Galileo Galilei con il Prefetto di Catania Maria Carmela Librizzi e il Presidente del Tribunale per i minorenni di Catania, Roberto Di Bella

Misure integrate per superare il problema della dispersione scolastica, che pesa sulla provincia di Catania, dove il tasso è in media del 22%. Questo, insieme a cultura, legalità, solidarietà, scuola e quartieri periferici, è stato oggetto di discussione questa mattina nell’incontro tra gli alunni delle V classi del Liceo scientifico Galileo Galilei con il Prefetto di Catania, Maria Carmela Librizzi e il Presidente del Tribunale per i minorenni di Catania, Roberto Di Bella.

"L’incontro – ha spiegato Daniela Murabito, referente legalità dell’Istituto – rientra nel progetto ‘Educazione alla legalità’, che pone il suo obiettivo nel creare un circolo virtuoso tra i giovani cittadini del domani e le Istituzioni, in modo da incentivare la presa di coscienza dei proprio diritti e doveri e l’assunzione di responsabilità nel rispetto degli altri e del bene comune". Un concetto ripreso anche dal dirigente scolastico, Emanuele Rapisarda, secondo cui è essenziale in questo processo anche il coinvolgimento diretto dei giovani, con iniziative che li vedano protagonisti e che possano fornire gli strumenti utili a diventare adulti consapevoli e responsabili.

Librizzi: “Necessario fronteggiare fenomeno degradante della dispersione scolastica”

Per ovviare al fenomeno della dispersione scolastica, che ha ricadute umane e sociali rilevanti, è stato istituito un Osservatorio Metropolitano sulla dispersione scolastica che non si limita all’analisi ma interviene per aiutare i minori e le loro famiglie. “C’è un dato che è veramente allarmante per Catania, che è il dato sui minori – spiega il Prefetto Librizzi - C’è un’alta percentuale di minori che delinquono e commettono reati. Sono ragazzi che spacciano, che commettono rapine, furti, che sono coinvolti in associazioni mafiose, ma soprattutto ben il 22% della popolazione studentesca di tutta la provincia di Catania non va a scuola. Questo è un fenomeno degradante per il nostro territorio ed è un aspetto che va necessariamente fronteggiato. Oggi su questo tema la Prefettura si è evoluta e percepisce quei segnali di allarme che possono incidere sulla sicurezza di un territorio e quello dei minori è un problema serio.

“Su impulso del Presidente del tribunale dei minori – continua Librizzi - abbiamo fatto un accordo tra Comune, Procura, Autorità Giudiziaria, associazioni e scuole, per l’istituzione in Prefettura dell’Osservatorio Metropolitano sulla dispersione scolastica. Strategie condivise che mirano, attraverso una mappatura dei quartieri a rischio, quali Librino, San Giovanni Galermo e San Cristoforo, per citarne alcuni, ad individuare le offerte e i modelli attrattivi per i ragazzi per toglierli dalla strada. Tra le iniziative elencate dal prefetto Librizzi, l'attivazione di tavoli tematici nei quartieri incentrati sulla formazione e sul contrasto alla dispersione scolastica, nell'ambito di percorsi di legalità pensati per i ragazzi. E non solo, con la collaborazione dell'Inps, stop al reddito di cittadinanza per i genitori che non mandano i figli a scuola. Essenziale in funzione preventiva non solo l'attività di vigilanza e controllo da parte delle forze dell'ordine, ma anche della cittadinanza per un concetto di sicurezza partecipata ancora poco sviluppata nel nostro territorio

Di Bella: “Ruolo della scuola fondamentale”

Il presidente del Tribunale per i minorenni di Catania, Roberto Di Bella, che ha fondato il progetto "Liberi di scegliere" per salvare i ragazzi cresciuti in contesti malavitosi, è altrettanto netto: “Le associazioni criminali alimentano falsi miti che vanno demistificati, dal quello della sicurezza a quello del lavoro. E molti ragazzi si illudono di trovare un’occasione di riscatto nella criminalità ma la realtà è ben diversa. L’impianto normativo può essere modificato: in parlamento ci sono varie proposte legislative che hanno un’attenzione specifica alla condizione minorile. Ma a Catania si può fare molto con le leggi vigenti. La scuola è il luogo dove tutti devono passare. La scuola deve formare il cittadino del domani.

Le criticità insistono nella scarsezza di infrastrutture: spesso le scuole sono parzialmente inagibili, a volte incomplete e in altri casi non sono attrattivi, senza palestre o altri spazi comuni di rilievo. "I ragazzi che non vanno a scuola sono tanti, troppi, circa 16 mila e questo è strettamente correlato all’altro tasso di disoccupazione giovanile presente nel nostro territorio. La scuola ha un ruolo fondamentale per ribaltare i destini i questi ragazzi”.

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