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Ordine degli Avvocati, le "liste" e il fantasma dell'ineleggibilità

Sono 65 i candidati per 25 posti all'interno del consiglio dell'Ordine. Si vota dal 9 al 12 gennaio 2019, ma alcune questioni tecniche minano la tranquillità dell'elezione

Gli avvocati catanesi dal 9 al 12 gennaio saranno chiamati alle urne per il rinnovo del Consiglio dell'Ordine per il quadriennio 2019 – 2022. Sono attualmente 65 i nomi in corsa per i 25 posti di consigliere: numeri definiti il 24 dicembre scorso quando sono scaduti i termini per la presentazione delle candidature. A fare da sfondo a questa competizione c'è la questione dell'ineleggibilità di chi ha svolto due mandati consecutivi da consigliere, così come stabilito dalla legge 113 del 12 luglio 2017. Principio ribadito anche da una recente sentenza della Corte di Cassazione.

Il meccanismo elettorale

Anche se la legge non prevede la presentazione di “liste” vere e proprie disponendo la modalità di candidatura individuale, si sono già formati gli schieramenti, dei raggruppamenti di professionisti che chiedono il voto per sè e per gli altri compagni di “cordata”. In sede di voto infatti, è possibile esprimere fino a 16 preferenze, condizionate però dal voto di genere. L’elettore può esprimere quindi un massimo di 10 preferenze rivolte a candidati di uno stesso genere, quindi nel caso vengano espresse tutte le preferenze consentite, il numero minimo delle preferenze riservate al genere opposto dovranno essere 6. A Catania le operazioni di voto verranno effettuate in modalità elettronica mediante l'utilizzo di appositi totem installati presso il seggio.

Le candidature

Sceglie di non ricandidarsi il presidente uscente Maurizio Magnano Di San Lio, mentre ci riprovano i consiglieri uscenti e quelli che hanno svolto già il doppio mandato consecutivo: quasi tutti convergono attorno alla figura dell'avvocato Antonino Distefano che guida dunque la cosiddetta “Lista Distefano”. Questi candidati hanno contestato sia l'interpretazione della legge che conferisce retroattività all'applicazione del divieto dei due mandati consecutivi, sia la citata sentenza della Corte di cassazione, che rimane non vincolante. In gioco anche “Avvocati liberi”, lista che fa riferimento agli avvocati Goffredo D'Antona e Monica Foti; “Azione forense”, guidata dall'avvocato Luigi Maria Vitali e la compagine “#oltre” che vede nell'avvocato Antonino Ciavola il nome di punta. Ma la partita non finisce qui poiché sono presenti anche una decina di candidati “indipendenti” che almeno formalmente corrono da soli per un posto al Consiglio. Allo stato attuale i "battitori liberi" dovrebbero essere gli avvocati: Sergio Di Mariano, Benito Triolo, Marcello Sutera Sardo, Francesco Seminara, Corrado Adernò, Rino Marchese, Giovanni Lotà, Salvatore Manna, Bruno Viaggio, Dario Motta e Santo Li Volsi, quest'ultimo consigliere uscente da doppio mandato consecutivo.

La frammentazione delle candidature potrebbe portare a delle sorprese, soprattutto alla luce del dibattito sull'ineleggibilità sollevata in questi giorni. Questione che sarà affrontata eventualmente dalla Commissione elettorale che avrà il compito di procedere alla proclamazione degli eletti che, nel rispetto delle norme, potrebbe non essere scontata.

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