Elezioni rettore, arriva altro candidato ufficiale: è Roberto Purrello

La candidatura del presidente della Scuola superiore segue quella del professore Francesco Priolo e la rosa dei nomi si restringe. Intanto gli altri "papabili" chiedono il rinvio delle elezioni

Dopo l'ufficializzazione della candidatura del professore Francesco Priolo, direttore del dipartimento di Fisica e Astronomia, avvenuta il 12 luglio scorso, arriva il secondo nome dei “papabili”, si tratta del presidente della Scuola superiore di Catania Roberto Purrello, professore ordinario del dipartimento di scienze chimiche, che ha proprio in queste ore depositato la candidatura. I nomi di tutti e due i candidati erano già stati sentiti circolare insieme ad altri all'interno dei rumors di cui abbiamo dato anticipazione. La data delle elezioni indette dal decano dell'Ateneo Vincenzo Di Cataldo, per il 23 agosto, ha comunque suscitato molte perplessità all'interno della comunità accademica: se da molte parti si invoca il commissariamento come fase necessaria per poter riportare ordine dopo la burrascosa vicenda dell'inchiesta Università bandita, diversi docenti hanno lanciato un appello chiedendo il rinvio della data.

La prima in ordine di tempo era stata la costituzionalista Ida Nicotra, la quale dopo aver smentito un suo coinvolgimento in prima persona nella corsa a rettore, ha giudicato la data del 23 agosto “inopportuna”. La stessa ha anche aggiunto che “la scelta del nuovo rettore debba avvenire con il massimo di coinvolgimento, di trasparenza e di partecipazione. Perché non passi inosservato quasi fosse un mero passaggio burocratico di consegne. L’Università non se lo puó permettere, l’Università non lo merita. Non lo meritiamo. Occorre ripartire bene. Per ridare all’Ateneo prestigio e credibilità. Lo chiede la città, lo chiedono i nostri giovani. Lo dobbiamo a noi stessi, comunità sana e perbene”.

Maurizio Caserta, professore del Dipartimento di Economia e Impresa e altro possibile candidato alla carica di rettore è tra i firmatari dell'appello rivolto al decano e al senato accademico con il quale si chiede l'apertura dei comizi elettorali i primi di settembre, “le ragioni – si legge nel testo sottoscritto da 21 docenti e accompagnato da un parere giuridico a supporto – sono di evidente opportunità: la data individuata, ancorché formalmente legittima, non consentirebbe a tutti di esercitare il diritto di voto in ragione della programmazione delle ferie. Sarebbe inoltre impossibile una adeguato dibattito e un approfondimento conoscitivo dei programmi dei candidati, posto che il clou della campagna elettorale si svolgerebbe nelle settimane a cavallo di ferragosto, con la città e la università svuotate o con una opinione pubblica, di fatto, silente. L’intero procedimento – prosegue il documento - condurrebbe pertanto a una elezione che, a prescindere dal raggiungimento formale del quorum, sarebbe comunque connotata dalla mancanza di un presupposto indefettibile di ogni procedimento ispirato al principio di democrazia procedurale, quale lo svolgimento di una regolare e partecipata campagna elettorale”. Tutto ciò per i firmatari si tradurrebbe in una mancanza di legittimazione sostanziale, sul mandato del futuro rettore fosse.

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Anche il professore Santi Cascone - uno dei nomi che circolano come possibili candidati alla carica di rettore - raggiunto dalla nostra redazione, si unisce alla voce di quanti chiedono più tempo ed il rinvio della data fissata dal decano: "Auspico che le elezioni siano rimandate di qualche settimana, per consentire un necessario periodo di riflessione, sia all'interno che all'esterno della comunità accademica - ha commentato -  si tratta di lavorare e di confrontarsi per ricucire il rapporto con la società civile e ripristinare quel rapporto di fiducia tra Ateneo e comunità, tra docenti e studenti. Occorre costruire un progetto ascoltando, confrontandosi e riflettendo, con l’obiettivo di ricostruire nella sostanza e nella forma una immagine di università virtuosa che, dopo gli eventi di cronaca delle ultime settimane si è perduta”. Secondo il professore Cascone “tenere le elezioni a fine agosto significherebbe andare al voto troppo presto e non consentirebbe una adeguata e ampia partecipazione al dibattito e al voto in una fase così delicata della storia dell'Ateneo.  Di grande importanza è anche il confronto con gli studenti che in così poco tempo sarebbe difficile realizzare, alle giovani generazioni, che per prime devono dare fiducia all’Ateneo in cui scelgono di studiare, bisogna consentire di esprime la propria idea, e questo non si può fare ad agosto”.

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