Emergenza casa, presentato il piano antiabusivismo del sindacato inquilini

Gli sfratti per morosità eseguiti nel 2012 sono circa un migliaio, mentre quelli per finita locazione, che, sono oltre 1000, sono congelati a causa delle proroghe. Sono i numeri illustrati dal Comitato direttivo del Sindacato Casa

Un migliaio di alloggi rimangono sfitti e tra questi vi sono appartamenti di proprietà dell’Inps,  delle Generali e di altri Enti Privati e Pubblici. Gli sfratti per morosità eseguiti nel 2012 sono circa un migliaio, mentre quelli per finita locazione, che,  sono oltre 1000, sono congelati a causa delle proroghe. Sono i numeri illustrati dal Comitato direttivo del Sindacato Casa.

"Il 30% del patrimonio pubblico abitativo- si legge nella nota del Comitato - è  fatiscente, di conseguenza non abitabile e se abitato solo in parte da famiglie indigenti ed in promiscuità, poiché i proprietari nella maggior parte dei casi  non sono nelle condizioni economiche per risanarle. Basterebbe del resto consultare i dati dell’ultimo censimento istat nella città di Catania per verificare che in ampia parte la gente vive in case malsane e fatiscenti e le case rimangono chiuse,  mentre a causa della crisi economica, dilata il  fenomeno degli affitti in nero e della coabitazione".

"Per affrontare a Catania l’emergenza casa - continua la nota - occorre un’azione concertata tra Comune, IACP e l’ausilio della Guardia di Finanza per un controllo a tappeto sul patrimonio pubblico del Comune e dello IACP, costituito da circa 12 mila case oltre botteghe, depositi rimesse e garage, si avrebbe la conferma che  parte di essi non pagano gli affitti e non sono titolari e occupano gli alloggi abusivamente con grave danno per l’erario. Per affrontare l’emergenza casa si deve evitare  una ulteriore cementificazione, occorre riorganizzare recuperando con un piano di ristrutturazione e riqualificazioni il patrimonio  che è recuperabile in città".

"Il Comitato direttivo del Sindacato Casa avanza, così,  le seguenti proposte:
1)  Intervento concordato tra Comune, Prefettura e della Guardia di Finanza con la Polizia    Giudiziaria del comune per un controllo a tappeto a Librino Monte Po, Nesima superiore, Villaggio Sant’Agata, Villaggio Santa Maria Goretti, San Giovanni Galermo, per verificare a che titolo sono occupati gli immobili accertando  il corretto pagamento del canone;

2)    Per venire incontro alle famiglie investite dalla crisi economica occorre che  la Regione dal suo bilancio preveda uno stanziamento di 2 milioni di euro per integrare l’affitto casa alle famiglie con un reddito inferiore ai 15 mila euro l’anno per sgravare soprattutto gli sfrattati per morosità dopo  verifica della reale indigenza degli inquilini;

3)    Censimento degli alloggi sfitti, degradati, in base all’ultimo censimento ISTAT e quindi concordare con i proprietari, che non sono in condizione economiche di ristrutturare le proprie abitazioni, la concessione di un mutuo agevolato dalla Cassa di risparmio per  mettere l’alloggio in affitto a canone agevolato e con il ricavato dell’affitto scontare il mutuo;

4)    Esentare dal pagamento dell’IMU i proprietari che mettono il proprio immobile in affitto a canone sociale da concordare con le organizzazioni degli inquilini e dei proprietari; il canone sociale che abbassa i costi può servire a evitare l’evasione fiscale, cosa per la quale ha fallito la cedolare secca;

5)    Essendo in corso la revisione del piano regolatore a Catania chiediamo un confronto con amministrazione Comunale per discutere in merito alle aree da riservare per gli insediamenti di edifici e case per l’edilizia pubblica  abitativa, edilizia sociale e cooperativa affinché vengano costruiti degli alloggi a canone agevolato, condizione indispensabile per ridurre il costo dell’affitto che incide notevolmente sul reddito familiare.
6)    Interventi di recupero nel centro storico centrale all’interno degradato e delle periferie;

7)    Chiediamo alla Presidenza della Regione Sicilia il superamento dei Commissari straordinari dell’IACP nelle varie province e un riordino a livello Regionale con una struttura amministrativa che preveda la registrazione del patrimonio pubblico abitativo per il pagamento e il recupero dei canoni di locazione e un osservatorio sul fabbisogno abitativo".

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