Emergenza cimitero: "A Catania non si può più neanche morire!"

L'allarme lanciato interessa la mancanza di casse da morto perchè il Comune non paga i fornitori. Drammatica è soprattutto la situazione nel deposito del cimitero, tra topi e sporcizia

C'è una emergenza a Catania che sta facendo gridare allo scandalo. Perchè qui, come ha dichiarato ironicamente Enzo Bianco, senatore del Pd: "Non si può più neanche morire!". L'allarme lanciato interessa, infatti, la mancanza di casse da morto perchè - a detta sempre del senatore - il Comune non paga i fornitori. "Molti cittadini catanesi ci hanno riferito che recandosi negli uffici comunali si sono sentiti rispondere che il Comune da circa tre mesi non fornisce più il servizio per le casse da morto. Il motivo? I fornitori non vengono pagati– spiega Enzo Bianco - Così l'unico consiglio che possono dare gli impiegati è quello di rivolgersi alle agenzie private di onoranze funebri. Ma questo per i cittadini costituisce un aggravio di costi, spesso insostenibile. Una situazione inaccettabile".

Drammatica è soprattutto la situazione nel deposito del cimitero, come denuncia a sua volta il vice presidente del Consiglio comunale Carmelo Sofia, reduce da un sopralluogo al cimitero. "Le condizioni del deposito delle bare in attesa di sepoltura, al cimitero, sono davvero raggelanti: 17 celle frigorifere su 24 non sono utilizzabili, le bare in attesa di tumulazione rimangono al caldo per settimane, tra topi e sporcizia".

Molte bare stazionano senza refrigerazione per settimane al caldo, in piena estate. E ancora, topi, ragnatele, locali senza manutenzione e infiltrazioni di umidità sulle pareti, all'esterno lavori non terminati e pietre ammassate accanto alle tombe in attesa di essere riposizionate da oltre un anno. In più, la mancanza di sicurezza nel pomeriggio, quando spesso si verificano furti e persino scippi. "Il cimitero è abbandonato a se stesso- lamenta Sofia- non c’è sorveglianza a sufficienza nelle ore pomeridiane e diventa  un luogo pericoloso, anche per la presenza di tantissimi cani randagi, un centinaio secondo i custodi. Dovrebbe esserci un vigile urbano a piantonare l’ingresso del cimitero ogni pomeriggio, ma al termine del nostro sopralluogo nella cabina della polizia municipale non c’era nessuno. In ogni caso un solo vigile non basta, ce ne vorrebbero cinque o sei che vigilino all’interno della vasta area cimiteriale. Potrebbero essere impiegati in questo servizio anche i dipendenti di Multiservizi, risolvendo così anche alcuni problemi occupazioniali. Al cimitero d’altronde – aggiunge Sofia - aE

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