Emergenza Covid, a Catania la Rete Civica della Salute in supporto ad Asp e Comuni

Una comunicazione ravvicinata, organizzata e risolutiva tra i Comuni e l'Azienda sanitaria provinciale: è questo il risultato dell'accordo di collaborazione operativa proposto dalla Rete Civica della Salute all’Asp di Catania

Una comunicazione ravvicinata, organizzata e risolutiva tra i Comuni e l'Azienda sanitaria provinciale: è questo il risultato dell'accordo di collaborazione operativa proposto dalla Rete Civica della Salute (RCS) all’Asp di Catania e fatto proprio dall’Azienda sanitaria. Di fronte alle criticità che si moltiplicano a causa dell’emergenza COVID, che determina situazioni di attese prolungate, mancanza di risposte e un sovraccarico, quando non addirittura veri e propri “cortocircuiti”, nelle comunicazioni tra amministrazioni locali e cittadini da un lato e servizi sanitari dall’altro, nell’area metropolitana etnea i volontari della RCS mettono a disposizione il proprio impegno e il proprio tempo per svolgere appieno la propria funzione di facilitatori. Lo schema di collaborazione è stato affinato e approvato nell’incontro al quale hanno partecipato il Direttore sanitario dell’Asp Antonino Rapisarda, il presidente del Consiglio Consultivo dell’Asp Angelo Murgo e il coordinatore regionale della RCS Pieremilio Vasta, accompagnato da Maricia Roccaro, referente provinciale della RCS e medico dell’Asp, e da Salvatore Gullotta, Riferimento civico e medico di base. Sotto il profilo pratico, in ognuno dei nove distretti sanitari che fanno capo all’Asp etnea viene attivata una “linea diretta” attraverso cui i Riferimenti civici, accreditati nei Comuni dell’area metropolitana, possono porre direttamente all’attenzione degli incaricati del distretto le segnalazioni e richieste raccolte e indicate dal territorio, agevolando di fatto la comunicazione tra l'istituzione sanitaria e i sindaci, che in questa emergenza sono tra le figure quotidianamente in prima linea. Grazie a questa “linea diretta”, che prevede un appuntamento quotidiano fisso in tutti i distretti, Asp e RCS auspicano di diminuire sensibilmente il disagio e le difficoltà vissute dai cittadini e, allo stesso tempo, di ridurre le pressioni e tensioni a cui sono sottoposti i servizi sanitari per un verso e gli enti locali per altro verso. “Si individua così una soluzione ad alcuni dei problemi che la pandemia in corso causa o aggrava”, dichiara il Direttore sanitario dell’Asp Antonino Rapisarda. “Siamo consapevoli che la condivisione di linee di servizio con un insieme di cittadini particolarmente attenti, sensibili e impegnati può fare la differenza in termini concreti e significativi”. “A coprire il territorio saranno fin da subito i primi 35 Riferimenti civici già accreditati nei diversi Comuni dell’area catanese. Allo stesso tempo siamo impegnati a completare le procedure di accreditamento dei Riferimenti civici nei restanti Comuni”, spiega Pieremilio Vasta, coordinatore della Rete Civica della Salute della Sicilia e presidente del Comitato Consultivo del Policlinico di Catania. “Quello che oggi è stato varato è infatti un vero e proprio modello di protagonismo civico che conferma l’importanza dei Riferimenti civici, i quali diventano allo stesso tempo le ‘orecchie’ dell’Asp sul territorio, sostegno dei sindaci in un settore delicato e importantissimo e operatori sociali al fianco dei singoli cittadini”. “Questa collaborazione può sicuramente apportare miglioramenti ad un sistema che in questo momento è veramente in crisi”, aggiunge Salvatore Gullotta, medico di base e Riferimento civico. “Il punto di vista dell’organizzazione sanitaria e il punto di vista di chi opera sul territorio non sempre convergono. In questo momento ci sono cittadini chiusi in casa, che non vengono sottoposti a tampone oppure, non ricevono gli esiti dell’esame già fatto e, quindi, nemmeno le liberatorie, e rimangono senza informazioni, in quarantena. Bisogna intervenire in modo non generalizzato ma specifico, in particolare sui casi più gravi per i quali noi medici di base, in una sorta di sistema fai-da-te, riusciamo a fare intervenire il 118. Ma è decisamente fondamentale che si operi ‘a sistema’ in modo non generalizzato, con una corsia preferenziale, anche in termini di informazioni, per le situazioni più gravi. E proprio in questo senso l’accordo trovato risulta utile, quando non indispensabile”. “Si tratta, per i protagonisti civici della Rete, di un impegno enorme”, commenta Maricia Roccaro, referente provinciale della RCS e medico dell’Asp. “Un impegno però che sento di poter definire senza esitazione come particolarmente gratificante. Si fornisce un servizio irrinunciabile alla comunità. Si tratta – ed è questo il nucleo fondante della mia partecipazione – di dare un supporto volontario che si aggiunge al dovere professionale, lo integra e lo perfeziona”. “A Catania viene sperimentata questa forma di sussidiarità - conclude Pierfrancesco Rizza, presidente della Conferenza dei Comitati Consultivi delle Aziende sanitarie e ospedaliere siciliane – che auspichiamo possa replicarsi anche negli altri territori siciliani, visto che ovunque l’emergenza COVID sta determinando situazioni e impegni nuovi per i quali è necessario strutturare nuove formule di comunicazione efficace”.

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