Emergenza randagi, Anastasi: "L'amministrazione snobba proposte efficienti"

Estate dopo estate in città si ripropone l'emergenza randagismo. Ad accendere i riflettori sulla questione è il consigliere comunale Sebastiano Anastasi

Estate dopo estate in città si ripropone l'emergenza randagismo. Ad accendere i riflettori sulla questione è il consigliere comunale Sebastiano Anastasi che afferma:"Nel mese di febbraio di quest’ anno l’ Anta, associazione nazionale tutela animali lamentava attraverso il proprio presidente nazionale Bruno Mei la costosa e obsoleta gestione dei cani randagi da parte del Comune di Catania, a seguito di ciò non riscontrando alcuna replica da parte dell’ amministrazione comunale, ho immediatamente a promuovere ed ottenere un' audizione della stessa associazione con i locali rappresentanti presso la II C.C.P. per l'approfondimento e verifica di certe notizie. Durante l'incontro è emerso che l'Anta per dare collaborazione in modo costruttivo al grave problema del randagismo in città aveva partecipato ad un bando che il Comune stesso aveva emanato alla fine di marzo del 2016, per la realizzazione gratuita di un rifugio sanitario realizzato con una forte riduzione della spesa pubblica quantificabile sin da subito in oltre il 30% di essa,quindi con evidente recupero di ingenti risorse da destinare ad esempio al già carente comparto dei servizi sociali. L’Anta in modo particolare infatti si sarebbe impegnata anche al recupero dei cani ,alla loro sterilizzazione e al loro smistamento nelle strutture - dichiara  Anastasi - di cui la stessa dispone al Nord italia, promuovendo tra l’altro forti ,radicate ed efficaci campagne di adozione e affido su scala nazionale ,ottenendo in cambio la concessione gratuita del terreno dove edificare il canile e la compartecipazione di soli tre euro al giorno per cane da parte del comune di catania,al termine di detta convenzione inoltre la proprietà dell’immobile sarebbe spettata al comune senza vincoli di donazione è di costi".

"Ciò nonostante l’Anta non ha ad oggi ricevuto alcun riscontro nonostante la partecipazione ed adesione al  bando -continua il consigliere comunale - con le evidenti e sbalorditive condizioni vantaggiose per l’ente comunale e la collettività,neppure i ripetuti appelli del sottoscritto in questi mesi durante la fase ispettiva di diverse sedute di consiglio comunale hanno sortito risultati concreti; questa situazione d’inspiegabile stallo infatti sembrerebbe sia dovuta ad un interpretazione, con relativo parere, dell’avvocatura comunale secondo la quale spetterebbe al consiglio comunale attraverso opportuna deliberazione decidere circa le caratteristiche del bando in quanto si tratterebbe di concessione e non di gara d’appalto. E allora perchè nessuna delibera è stata ancora approntata? Perchè non si coglie ugualmente un' occasione così ghiotta e civile per cittadini,randagi e casse comunali? A chi giova tutto ciò? L'amministrazione depositi immediatamente la delibera per essere passata al vaglio del consiglio comunale- conclude Anastasi - e risponda a fornendo dettagliatamente le cifre su il numero esatto dei cani randagi attualmente ricoverati presso le strutture convenzionate con il Comune di Catania, con i relativi costi giornalieri mensili e annui e il numero esatto d’interventi mensili di cattura dei cani in città con i relativi costi per gli anni 2014- 2015 e 2016".

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