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Emergenza rifiuti, Musumeci "bacchetta" anche Catania sulla differenziata

"Ci sono Comuni che arrivano oltre il 60 per cento della raccolta differenziata. Sono un centinaio i Comuni che superano il 50 per cento di differenziata. La cosa più grave è che le tre Città metropolitane - Palermo, Catania e Messina - non fanno la differenziata"

La raccolta differenziata in Sicilia funziona nei piccoli centri, è un disastro invece nelle città. La classifica dell'ufficio speciale della Regione diventa così lo specchio dell'emergenza rifiuti che in Sicilia ha raggiunto livelli allarmanti. Tanto che nel giro di qualche giorno la discarica di Bellolampo sarà satura.

In questo quadro il comune più "riciclone" della Sicilia è Giardinello, un paese di 2.300 abitanti della provincia di Palermo. Il dato si riferisce all'ultimo trimestre del 2017 ed è aggiornato al 19 dicembre.

Va molto male invece nei grandi centri e soprattutto nelle città metropolitane, come ha sottolineato oggi nel corso di una conferenza stampa anche il Presidente della Regione Nello Musumeci. Messina, con il 13,36 per cento di differenziata, si piazza al posto numero 272. E precede sia Palermo (13,36) sia Catania (8,56). Nessun capoluogo figura nei primi 250 posti.

Musumeci ha passato in rassegna il cronoprogramma degli interventi che la Regione intende mettere in campo per scongiurare che a settembre le discariche nell'isola siano al collasso. "Andró a Bellolampo per verificare la situazione, poi lo stralcio di dieci piattaforme per la raccolta differenziata, compostaggio e trattamento, poi - ha detto - faremo un bando per il trasferimento dei rifiuti in discarica dai porti di Palermo, Catania, Messina e Augusta. Entro aprile ci sarà la nuova legge sui rifiuti, poi la liquidazione delle società d'ambito e misure di fiscalità di vantaggio per le imprese che investono su prevenzione, riuso e riciclo". Andando ai tempi per il governatore servirà almeno un anno mezzo. Per Musumeci che lavora anche a portare i rifiuti fuori dalla Sicilia in Francia e Germania, occorre puntare sulla differenziata, mentre i termovalorizzatori dovrebbero servire a bruciare circa il 10 per cento di frazione residua dei rifiuti.

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