Partenze Erasmus, per studenti e imprenditori: ecco i numeri a Catania

Per quanto riguarda la prima parte dell'anno 2013-2014, sempre in "Erasmus Studio", sono partiti ben 146 studenti di Scienze Umanistiche, seguiti dai 25 del Seminario Giuridico, e dai 17 della Struttura didattica speciale di Ragusa. "Poca cosa" per i colleghi di Scienze Chimiche (1), seguiti dai 3 di Matematica e Informatica

Quanto a cibo, clima, bellezze paesaggistiche non ci supera nessuno (o quasi). “Sviolinata” a parte, sono aumentati nell’ultimo anno gli studenti italiani che hanno deciso di partecipare al famoso programma Erasmus, che si differenzia tra “placement” (effettuare un tirocinio) e “studio” (studiare in una università). Se da quanto emerge dai dati dell’anno 2012 è possibile parlare di “Boom Erasmus” (più di 250.000 studenti sono partiti), non bisogna tacere il fatto che l’Italia, rispetto agli altri Paesi, sia “in ritardo” (basti un confronto coi cugini spagnoli, tedeschi e francesi). E gli studenti dell’ateneo catanese sono più per la cucina di mamma o per lo zaino in spalla pronti ad una nuova avventura?

Con riferimento agli studenti in partenza nell’anno 2012/2013, il numero è di 231 (per studio) e di 15 (per placement). Quanto ad “Erasmus Studio”, nell’anno 2012/2013, sono stati più numerosi gli studenti che provengono dai dipartimenti di Scienze Umanistiche (109), seguiti dai colleghi che frequentano il seminario giuridico (35), e da quelli del dipartimento di Scienze Politiche e Sociali (27), seppur con un netto distacco.

D’altro lato, 1 studente a dipartimento ha deciso di partire, nei casi di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali, di Scienze Chimiche; 2 soli studenti hanno fatto le valigie nel dipartimento di Gestione dei sistemi agroalimentari, ambientali e Scienze delle produzioni agrarie e alimentari, ed in quello di Ingegneria industriale e meccanica. A metà strada, in ordine crescente di studenti che hanno aderito, si trovano: Architettura (4), Chirurgia (6), Ingegneria civile e ambientale (6), Scienze del farmaco (6), Fisica e Astronomia (7), Matematica e Informatica (7), Scienze della Formazione (7), Struttura didattica speciale di Siracusa (7), Ingegneria elettrica, elettronica e informatica (12), Economia e Impresa (16), Struttura didattica speciale di Ragusa (24).

Per quanto riguarda la prima parte dell’anno 2013-2014, sempre in “Erasmus Studio”, sono partiti ben 146 studenti di Scienze Umanistiche, seguiti dai 25 del Seminario Giuridico, e dai 17 della Struttura didattica speciale di Ragusa. “Poca cosa” per i colleghi di Scienze Chimiche (1), seguiti dai 3 di Matematica e Informatica.

Nell’anno 2012-2013, sono partiti per l’Erasmus Placement 3 studenti per ciascuna di queste aree tematiche: Humanities, Electronics and Automation, Pharmacy; 2 per ciascuna di queste altre, Political Science e Physics (con destinazione: Spagna, Germania, Repubblica Ceca, Belgio, Norvegia, Svezia, Regno Unito, Olanda).

Non c’è da stupirsi se i Paesi in cui si fanno le maggiori richieste per svolgere la mobilità per studio sono: Spagna, Francia, Germania e Paesi Bassi. La durata media è di 6 o 9 mesi per lo “studio” e 3 o 6 mesi per il “placement”; l’ammontare delle borse di studio è rimasto costante negli anni: 230 euro (di fondi UE) più 110 euro (di cofinanziamento dell’Ateneo) per mese agli “Erasmus studio” e 500 euro (di fondi UE) per gli “Erasmus Placement”.

Intanto al Parlamento Europeo (nella commissione Bilanci) è stato presentato la scorsa settimana il nuovo programma “Erasmus per giovani imprenditori”, che favorisce lo scambio di esperienze imprenditoriali.

“Si tratta di un’interessante opportunità di crescita attraverso lo scambio culturale e imprenditoriale con altri giovani europei”-spiega Giovanni La Via, capo delegazione italiana del Ppe al Parlamento europeo e relatore del bilancio Ue per il 2013. “Attraverso lo scambio di esperienze professionali previste dal programma si aprono occasioni di crescita e sviluppo per chi intraprende un’attività. Inoltre –continua- acquisendo nuove conoscenze, l’obiettivo è quello di creare aziende più solide e che puntino forte sulla qualità dei propri prodotti, maturando esperienze inserite nel quadro di una competitività sempre maggiore”.

Secondo La Via “questo programma è una risposta diretta alla disoccupazione giovanile perché sostiene attivamente le capacità imprenditorali dei giovani di tutta Europa. Dopo l’esperienza vissuta all’estero si possono apportare adeguate migliorie alla propria attività e sfruttare nuove idee, adattandole al mercato di riferimento, nate dalla sinergia e dal confronto con chi opera in un altro Stato membro dell’Ue. Il programma erasmus per imprenditori insieme alle altre inziative messe in campo dalle istituzioni comunitarie –conclude l’eurodeputato- è uno dei tasselli tangibili con cui contrastiamo il fenomeno della disoccupazione giovanile”.

Per partecipare basta che presentino la domanda e gli imprenditori ospiti, e coloro che intendano trasferirsi all’estero per un periodo che va da 1 a 6 mesi.   La domanda sarà poi valutata da un’organizzazione che esamina il progetto di imprenditorialità. Una volta accettata la domanda, segue la fase di ricerca del partner europeo con cui avviare la fase di collaborazione.Secondo i dati presentati, circa il 50% degli imprenditori che ha avuto accesso al programma rimane in contatto anche al termine del periodo di scambio, e viene stimato al termine del progetto la nascita del 20% di nuove imprese.

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