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Foto di Marco Neri, INGV-Catania

Foto di Marco Neri, INGV-Catania

Eruzione Etna, ancora spettacolo tra cenere e lapilli fino a 500 metri

L'Etna continua a dare spettacolo. Sabato sera, infatti, ha avuto luogo l'ottavo episodio parossistico dell'anno: questa volta ad essere interessato è stato il cratere posto sul fianco orientale del cono del Cratere di Sud-Est

L'Etna continua a dare spettacolo. Sabato sera, infatti, ha avuto luogo l'ottavo episodio parossistico dell'anno: questa volta ad essere interessato è stato il cratere posto sul fianco orientale del cono del Cratere di Sud-Est. Fontane di lava verso la Valle del Bove - che hanno raggiunto altezze massime di 450-500 metri - e una nube di cenere che è stata spinta dal vento verso est.

In base alla descrizione fornita dall'Ingv, Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, i primi segni di una ripresa dell’attività eruttiva dal cratere sono stati osservati nella serata del 28 luglio, quando ha avuto luogo una debole e sporadica attività stromboliana che si è del tutto esaurita nella notte. Durante tutto il giorno 29 il cratere è rimasto in uno stato di quiete. Dalle prime ore del mattino del giorno 30 luglio erano visibili sporadici bagliori in corrispondenza del cratere, che sono andati progressivamente aumentando in frequenza ed intensità. Verso le ore 10.00, il cratere mostrava una intensa attività stromboliana accompagnata de forti detonazioni, con brandelli lavici espulsi in aria per alcune decine di metri, che ricadevano all’interno del cratere e nelle immediate vicinanze del suo orlo. Una sottile cenere vulcanica veniva contemporaneamente emessa dalla bocca eruttiva, che veniva spinta dai venti verso i quadranti orientali del vulcano. Inoltre, dall’orlo orientale del cratere sgorgava un piccolo trabocco di lava che percorreva un centinaio di metri, raffreddandosi rapidamente.

Quest’attività eruttiva, segnata anche da un sensibile aumento del livello medio del tremore vulcanico, è rimasta sostanzialmente costante fino al primo pomeriggio, quando subiva un deciso decremento di intensità, sia in termini geofisici che vulcanologici.

Verso le ore 19.00, il livello medio del tremore è tornato a risalire, contestualmente ad una evidente ripresa dell’attività stromboliana. Verso le ore 19.30, è iniziata l'attività stromboliana che è aumentata progressivamente di intensità in modo più rapido rispetto alla mattinata, fino a formare getti continui di lava incandescente verso le ore 21.30 . Contestualmente, ha preso vigore anche un cospicuo trabocco lavico, che nelle ore successive si è allargato a ventaglio per circa 3 km di lunghezza lungo la parete occidentale della Valle del Bove, raggiungendone il piede (circa 2000 metri di quota sul mare) verso le ore 23.00. Dalle ore 23.30 in poi, l’attività eruttiva si è ridotta d'intensità, fino a cessare del tutto poco dopo la mezzanotte.

Nel suo complesso, questo ottavo episodio parossistico è durato meno di un giorno, con una fase iniziale caratterizzata da debole attività stromboliana lunga circa 10-12 ore, ed una fase di fontana di lava concentrata in due-tre ore. L'episodio è avvenuto 5 giorni e mezzo dopo quello precedente, nella mattinata del 25 luglio, così raccorciando ulteriormente l'intervallo fra un parossismo e l'altro. Dall'inizio dell'anno, gli intervalli fra episodi parossistici sono quindi stati di 36, 51, 32, 58, 10, 6 e 5.5 giorni.

Si è trattato inoltre dell'episodio più intenso da quello iniziale, nella notte fra il 12 e 13 gennaio, con fontane di lava sostenute, diversamente dagli episodi precedenti con fontane piuttosto pulsanti e raramente più alte di 250-300 m. La colata lavica prodotta dal parossismo del 30 luglio ha superato in lunghezza quelle emesse fra febbraio e il 25 luglio, raggiungendo il terreno pianeggiante a nord e nord-est di Monte Centenari.
 

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