Eruzione Etna, esperti Ingv: è ancora allerta tra disagi e polemiche

I maggiori disagi e, conseguentemente, danni economici, sono stati registrati per la chiusura dell'aeroporto Fontanarossa: 12 ore di paralisi

Catania è ancora nera. Strade, tetti e terrazze ricoperti da milioni di metri cubi di nero vetroso "vomitati" dall'Etna, precisamente dal cratere sommitale di Sud-Est. Ma i maggiori disagi e, conseguentemente, danni economici, sono stati registrati per la chiusura dell'aeroporto Catania-Fontanarossa. Per 12 ore, una paralisi che ha fatto saltare i nervi a viaggiatori, turisti e addetti ai lavori.

La crisi parossistica dell'Etna è durata solo 90 minuti, sabato, e sono bastati per mandare in tilt compagnie aeree e aeroporti di tutta Italia. A Linate, i passeggeri rimasti bloccati sabato sera, sono stati sistemati in alberghi, in attesa di partire il giorno dopo. Ieri, ritardi di oltre 5 ore e scali a Palermo, senza la certezza del rientro a Catania.

"Noi siamo abituati a queste eruzioni dell'Etna - hanno commentato i passeggeri, in attesa di fare ritorno a Catania- inspiegabile l'incapacità di gestire queste situazioni. Ci dovrebbero essere dei piani di emergenza in questi casi, in modo da non lasciarci in preda ai nervi. Basterebbe dirottare i voli su altri aeroporti, come Palermo o il tanto atteso aeroporto di Comiso - e assicurare lo spostamento, con bus navetta a Catania".

Una polemica che investe anche i politici. Il Ministro siracusano per l'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha dichiarato: " L'aeroporto di Comiso è un'opera d'interesse nazionale e, pertanto, la sua apertura non può essere più rinviata. In settimana, rappresenterò il problema al presidente Berlusconi. Ogni giorno di ritardo arreca un danno evidente ad uno dei territori più produttivi della Sicilia". In termini di danni economici, infatti, i disagi e ritardi registrati in questo fine settimana, incidono pesantemente sull'economia della Regione Sicilia.

Nel caso della compagnia aerea Windjet - così come spiegato da personale tecnico dell'Aeroporto Fontanarossa e di Linate -è, infatti, la Regione Sicilia a pagare alberghi e pasti per i passeggeri disagiati, a seguito di una convezione stipulata per eventi di calamità naturale.

Ma passata la tempesta, l'Etna -secondo gli esperti- non è ancora in quiete. "I fenomeni - spiegano gli studiosi dell'Ingv, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia- sono rientrati. Considerato, però, l'andamento delle attività del vulcano, è probabile che ci saranno altre crisi come quelle di sabato". L'attenzione degli esperti, infatti, non riguarda solo il Sud Est dell'Etna, ma anche il Nord-Est e la Bocca Nuova che, dallo scorso 14 giugno, continua a "sbuffare" gas misto a cenere.

 

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