Eruzione Etna: cenere lavica sui paesi etnei, Giarre in allerta

L'eruzione dell'Etna di ieri notte ha ricoperto di cenere lavica il paese di Giarre tanto da richiederne lo stato di calamità naturale

L’eruzione dell’Etna di ieri notte, che ha chiuso temporaneamente l'aeroporto di Catania, ha anche ricoperto di cenere lavica molti paesi alle pendici dell’Etna tanto che a Giarre è scattata l’allerta al pericolo e l’amministratore pensa di richiedere lo stato di calamità naturale.

Su disposizione del sindaco Teresa Sodano sono state avviate una serie di provvedimenti urgenti, simili a quelli effettuati nove giorni fa a Catania, per lo stesso problema.

Pertanto, in mattinata è stata diramata una ordinanza sindacale con la quale, si dispone, sino alla fine dei fenomeni piroclastici e al completamento della pulizia stradale: il divieto assoluto di circolazione dalle ore 00.00 alle ore 24 dei cicli-ciclomotori e motocicli su tutto il territorio comunale ed il limite di velocità di 30 km/h per le rimanenti categorie di veicoli.

Inoltre, l’Ufficio tecnico è stato incaricato di apporre l’apposita segnaletica stradale agli ingressi della città ed il comune fa sapere che i trasgressori saranno puniti e l’amministrazione non risponderà per eventuali incidenti causati dall’inosservanza dell’ordinanza.

Sul fronte operativo, a conclusione di un breafing presieduto dall’assessore ai lavori pubblici, Orazio Scuderi, è stato deciso un monitoraggio sull’intero territorio comunale al fine di verificare la gravità del fenomeno. Solo domani si procederà all’affidamento dei lavori a ditte esterne appositamente incaricate dal Comune,  per  la pulizia e alla messa in sicurezza delle strade comunali.

Si tratta di una emergenza calamitosa afferma l’assessore Scuderiverso la quale ci siamo tempestivamente attivati, in primis con l’ordinanza sindacale sulla circolazione dei veicoli a due ruote e, nel proseguo, con l’avvio dei lavori di pulizia delle strade, onde eliminare ogni problema sia di natura igienico sanitaria che di sicurezza stradale. L’Amministrazione si riserva, all’esito delle verifiche e di eventuali danni provocati dal fenomeno naturale, di richiedere lo stato di calamità naturale
 

 

 

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