Etna, vulcano ancora inquieto: esplosioni dalla Bocca Nuova

Come anticipato dagli esperti, anche la Bocca Nuova dell'Etna comincia a farsi sentire. Esplosioni e colate di lava all'interno della voragine

Come anticipato dagli esperti, anche la Bocca Nuova dell'Etna comincia a farsi sentire. Esplosioni continue e colate di lava all'interno della voragine. Tremore sotto l'aresa sommitale. L'Etna sembra inquieto e a sparare lapilli, ora è la "bocca della spagnola", ovvero la fessura eruttiva a ridosso della bocca centrale.

Per capire meglio l'attività di questo gigante di 3.340 metri, basta sapere che l' Etna è un vulcano a "due facce" in continuo movimento. Mentre in alcune aree il suolo tende a sollevarsi, in altre scivola verso il basso. E' quanto spiegato da uno studio dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), pubblicato dalla rivista scientifica internazionale G-cubed.

Grazie ad una serie di immagini satellitari scattate tra il 1995 e il 2000, gli studiosi guidati da Alessandro Bonforte hanno ricostruito con precisione millimetrica gli spostamenti del suolo nelle diverse aree della montagna. In particolare, hanno riconosciuto due movimenti principali. Il primo, legato alle dinamiche di risalita del magma, ha interessato i settori occidentale e settentrionale dell'Etna: qui si sono verificati sollevamenti e spostamenti radiali verso i quadranti ovest, nord-ovest e nord, con la velocità di un centimetro all'anno. Il secondo movimento si è invece localizzato nei fianchi orientale e meridionale, causando scivolamenti del suolo verso i quadranti est-sud-est e sud, con una velocità che è arrivata anche ai 3 centimetri l'anno.

"In termini urbanistici - spiega Bonforte all' Ansa - conoscere la posizione e la cinematica di queste strutture può aiutare la pianificazione dell'uso del territorio in modo da evitare la costruzione lungo queste linee di scorrimento o prevedere gli accorgimenti necessari per quelle opere che le debbano necessariamente attraversare". Forse così si potranno evitare situazioni simili a quelle della "strada che collega Fornazzo a Linguaglossa, che - ricorda l'esperto - attraversa la traccia della faglia più attiva, quella della Pernicana. Lì uno scorrimento inesorabile di almeno 2 centimetri l'anno spezza la strada, spostando il tratto meridionale verso est con un effetto evidente che richiede, nel migliore dei casi, di ridisegnare periodicamente la segnaletica orizzontale".

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