Esercitazione dell'Ingv sul rischio tzunami: coinvolto anche Aci Castello

Sono stati emanati cinque messaggi di allerta con informazioni sulle altezze dello tsunami nelle diverse località coinvolte: in Sicilia sono Acicastello, Augusta e Santa Teresa di Riva

Si conclude oggi l’esercitazione internazionale sul rischio maremoto del Neamtws (North-Eastern Atlantic, Mediterranean and connected seas Tsunami Warning System), iniziata il 31 ottobre scorso. I test esercitativi hanno interessato, in giorni diversi, tre aree del Mediterraneo e un’area dell’Atlantico nord-orientale. La giornata di ieri, in particolare, ha coinvolto il Sistema di Allertamento nazionale per i Maremoti composto da Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che opera attraverso il Centro Allerta Tsunami, l' Ispra e la Protezione civile, che ha effettuato la simulazione di un processo di allertamento su scala nazionale.

Lo scenario esercitativo, basato su un ipotetico terremoto di magnitudo 8.5 con epicentro a largo della Grecia meridionale, ha dato l’opportunità di effettuare tutti i passaggi che si sarebbero fatti nella realtà. Sono stati emanati cinque messaggi con informazioni sulle altezze dello tsunami nelle diverse località coinvolte: in Sicilia sono Acicastello, Augusta e Santa Teresa di Riva.

“Non dobbiamo sottovalutare la possibilità che nell’area mediterranea a seguito di eventi sismici particolarmente energetici o di fenomeni franosi sottomarini, possano originarsi maremoti. Per questo motivo abbiamo partecipato all’esercitazione, la prima dopo l’istituzione del Sistema di Allertamento nazionale per i Maremoti” dichiara il capo Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli.

“Il test di ieri - aggiunge Borrelli - rappresenta una tappa fondamentale di un percorso fondato sulla conoscenza e sulla consapevolezza del rischio che dovrà necessariamente coinvolgere sempre di più il territorio e i cittadini affinché nessuno si trovi impreparato”.

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