Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

Esplosione in via Garibaldi, indagato il capo squadra dei vigili del fuoco

E' indagato per disastro colposo e omicidio colposo plurimo Marcello Tavormina, 38 anni, capo della squadra dei vigili del fuoco coinvolti nell'esplosione di una palazzina a Catania in cui sono morti due suoi colleghi e un quarto è ricoverato con lui nel reparto di rianimazione dell'ospedale Garibaldi

E' indagato per disastro colposo e omicidio colposo plurimo Marcello Tavormina, 38 anni, capo della squadra dei vigili del fuoco coinvolti nell'esplosione di una palazzina a Catania in cui sono morti due suoi colleghi e un quarto è ricoverato con lui nel reparto di rianimazione dell'ospedale Garibaldi. Per la Procura è un'iniziativa dovuta prima di compiere atti irripetibili che confluiranno nell'inchiesta.

E' stato sentito dalla squadra mobile di Catania uno dei vicini di casa di Giuseppe Longo, il 75enne morto carbonizzato. E' Felice Lizio che ha raccontato di avere visto un pompiere intervenuto "usare un arnese per tagliare il lucchetto della seconda porta dell'abitazione". "Io gli ho detto 'ma che sta facendo' e - ricostruisce Lizio - lui mi ha risposto, 'si allontani'. Ho fatto due passi, riuscendo a tirare per la giacca il mio vicino di casa, e c'è stata l'esplosione".

La sua testimonianza, verbalizzata dalla polizia, avrebbe fatto scattare, come iniziativa dovuta a atti irripetibili, l'iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Catania, del caposquadra Marcello Tavormina per disastro colposo e omicidio colposo plurimo.

E "l'uso dell'arnese" sarebbe così "la cattiva valutazione dei fatti" contestata dai magistrati. "Mi sento un miracolato - racconta Lizzio - di quegli istanti terribili non ricordo tanto il boato, quanto l'onda d'urto che ha sbalzato i vigili del fuoco". "I pompieri erano in cinque, sono arrivati subito - ricorda - hanno fatto un primo sopralluogo in via Garibaldi, poi si sono spostati in via Sacchero, nella seconda uscita dell'appartamento sventrato; hanno visto una flebile luce e, immaginando che l'anziano si fosse sentito male, hanno effettuato un sondaggio con un attrezzo per valutare il grado di saturazione. La stanza era satura di gas, a questo punto - chiosa - si sono spostati nella parte dell'immobile in via Garibaldi e uno ha afferrato un arnese per tagliare il lucchetto della porta di ferro del negozio di bici. Poi l'esplosione...".

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