Esplosione via Garibaldi, l'ipotesi del suicidio del pensionato

Non si parla d'altro davanti al numero 335 di via Garibaldi, a Catania, dove ieri sera una esplosione ha provocato la morte di tre persone, due vigili del fuoco ed un 75enne, e il ferimento di altri due pompieri

Non si parla d'altro davanti al numero 335 di via Garibaldi, a Catania, dove ieri sera una esplosione ha provocato la morte di tre persone, due vigili del fuoco ed un 75enne, e il ferimento di altri due pompieri. L'esplosione si è verificata nella bottega dove abitava l'anziano che riparava biciclette.

"Era una brava persona - afferma una pensionata che lo conosceva di vista - quando passavo di qui lo salutavo e lui rispondeva". Davanti al luogo dell'esplosione un piccolo capannello di persone commenta l'accaduto parlando sia di un incidente dovuto ad una fuga di gas sia ad un intento suicida dell'anziano. "Ho sentito l'esplosione - dice un signore - ho pensato che si trattava di una una bombola di gas. Sono venuto subito qui a vedere ma non mi hanno fatto passare".

Di fronte c'è un laboratorio di tavola calda. Il titolare ieri è stato avvertito da una telefonata che c'era stata una esplosione davanti alla sua bottega: "Sono corso subito qui a vedere - dice - ma fortunatamente non abbiamo avuto danni''. Davanti al negozio la gente parla e tra i presenti uno ricorda che "un ragazzo che si è fatto aggiustare la bici diceva che la vittima si lamentava perché era malato. Il dottore gli avrebbe dato 4 giorni di vita. Diceva 'che campo a fare..". Si parla anche dei vigili del fuoco, qualcuno dice che avrebbero usato una motosega che avrebbe provocato l' esplosione. "Non è possibile", replica un signore piccato perché, spiega, "loro sanno come intervenire in questi casi". 

"Stavano tentando di rianimare un vigile del fuoco. E' stato scioccante vedere questa scena. L'ambulanza dei rianimatori è stata ferma per più di mezz'ora, mentre più operatori si sono alternati a praticare il massaggio cardiaco. Poi l'hanno portato in ospedale. Non so come è andata a finire". E' il racconto di Girolamo Gaudesi, 38 anni, palermitano, che sta trascorrendo un periodo di vacanza in una casa a 50 metri di distanza dal luogo dell'esplosione della casa a Catania. "Ho visto tutto dal balcone. Sono sceso di corsa, sono stato uno dei primi ad assistere - aggiunge - ho visto tanto fumo nero. Ho visto i primi soccorsi degli operatori del 118 a due vigili del fuoco che erano stati trascinati in sicurezza. Ho visto che praticavano loro il massaggio cardiaco, ma forse erano già morti. Le altre vittime le hanno caricate su un furgoncino per le onoranze funebre''.

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