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Timpa di Acireale, Legambiente presenta esposto contro progetto anti erosione

Lo scorso 8 settembre il comune ha approvato la realizzazione di una barriera di protezione con interventi sia nel fondale sottomarino che sulla porzione di costa antistante Grotta delle Colombe. Ma l'opera rischia di stravolgere ulteriormente il sito naturalistico

Rischiare di stravolgere un sito naturale o commettere "peccato" restituendo alla Regione un finanziamento pari a quasi 1 milione di euro? Questo è problema che si pongono sia gli ambientalisti di Legambiente che i membri del consiglio comunale di Acireale.

Lo scorso 8 settembre, infatti, il comune ha approvato la realizzazione di una barriera di protezione con interventi sia nel fondale sottomarino che sulla porzione di costa antistante Grotta delle Colombe, caratterizzata dalla presenza di  basalti colonnari e da un fondale tra i più belli e scientificamente più interessanti di tutta la costa ionica etnea.

"Quest’opera rappresenta il completamento di un vecchio progetto a dir poco devastante - spiega l'associazione ambientalista che ha presentato un esposto alla magistratura - che secondo l’Amministrazione avrebbe dovuto rimuovere l’erosione costiera ma che, contrariamente, ha prodotto tra il 2008 e il 2009, nelle aree di massima protezione della riserva naturale della Timpa, la posa di spropositate e sovradimensionate reti metalliche, la totale e radicale distruzione della fitta vegetazione a macchia mediterranea inizialmente presente, determinando un processo erosivo che avrebbe richiesto secoli. L’assurdità di tali interventi deriva dalla distruzione o dalla pesantissima manomissione di formazioni vegetali naturali e geologiche, cioè proprio di quegli elementi per la conservazione dei quali è stata istituita la riserva naturale".

"La barriera soffolta appare altrettanto devastante dei precedenti e già realizzati interventi a terra, perché è tecnicamente inutile e perché, in ogni caso, appare assurdo volere rimuovere il naturale processo di erosione di una costa rocciosa basaltica. Quest’opera, peraltro, seppellirebbe per sempre i sottostanti spettacolari basalti colonnari sommersi, che per la loro rarità nel bacino del Mediterraneo, non meriterebbero di subire una simile violenza. La barriera inoltre sconvolgerebbe i fondali in cui sarebbe realizzata che sono considerati di notevole bellezza e di elevatissimo interesse naturalistico, tra i meglio conservati e tra i più interessanti di tutta la costa ionica etnea come testimoniato da numerosi studi scientifici che segnalano un’elevatissima biodiversità del fondale e la presenza di habitat di interesse comunitario sottoposti a vincoli di protezione dalla normativa internazionale e nazionale. L’irreversibile alterazione della naturale configurazione dei fondali, che verrebbero infatti stravolti da un’innaturale muraglia artificiale, ne penalizzerebbe fortemente anche la fruizione turistica e interdirebbe la navigazione nell’area ai piccoli pescatori locali, essendo la berma della barriera posta a un metro di profondità".

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